
L’autunno sta improvvisamente decollando con meteo che sta evolvendo verso una fase di forte maltempo, la più intensa da inizio stagione. L’alta pressione non riesce più a contenere l’assalto delle perturbazioni atlantiche e qualcosa si è sbloccato. La svolta si è concretizzata, con la discesa qualche giorno di un nucleo ciclonico verso la Francia che poi ha fatto da calamita al flusso oceanico. Ora le perturbazioni fanno sul serio e quella che sta giungendo in queste ore è solo la prima di una serie che ci accompagnerà per il resto della settimana e oltre.
Le intense precipitazioni che stanno raggiungendo le regioni del Nord-Ovest sono legate ad un fronte che tende a rallentare e quindi scaricherà piogge che si annunciano abbondanti. Nella sua lenta evoluzione verso levante, la perturbazione sarà seguita da aria più fredda in discesa da alte latitudini, di lontane origini polari. Oltre al calo termico, questo progressivo ingresso d’aria fredda in quota favorirà la caduta delle prime nevicate, a quote relativamente significative, su molte aree della barriera alpina, dapprima sul settore occidentale e poi specie lungo i settori settentrionali.
L’intrusione del grosso dell’aria fredda si verificherà a cavallo tra Mercoledì 21 e Giovedì 22, quando ancora la perturbazione sarà in azione con le ultime precipitazioni. Il limite delle nevicate subirà un brusco crollo ed in molti casi si avvertirà un clima decisamente da autunno inoltrato. Nella fascia alpina tra le Alpi Lombarde, l’Alto Adige ed il bellunese i fiocchi potrebbero spingersi temporaneamente fino attorno ai 1500 metri, se non anche localmente al di sotto a tratti durante i fenomeni più intensi.
Imbiancate più abbondanti solo in alta quota
Naturalmente queste saranno solo prime spolverate di neve, mentre solo a quote elevate, ben oltre i 2000/2400 metri di quota, la neve si accumulerà copiosa. Naturalmente si tratta di una manna dal cielo per i ghiacciai alpini d’alta quota, così in sofferenza dopo l’estate così feroce ed il caldo anomalo rivelatosi una presenza fissa anche nelle ultime settimane. Le nevicate più importanti, anche a quote localmente inferiori ai 1500 metri, sono attese però oltre confine, sui versanti esteri tra la Svizzera e l’Austria.
Il tempo autunnale mostra davvero il suo volto finalmente, dopo un lunghissimo periodo di temperature molto sopra la media. Altre veloci incursioni perturbate, sospinte da aria relativamente fredda, ci accompagneranno anche per gli ultimi giorni della settimana. Ci potranno quindi essere nuove occasioni per la caduta di altra neve sulle Alpi, ma parliamo di fenomeni maggiormente degni di nota lungo i settori di confine. Non ci sono ancora le condizioni per parlare d’inverno ed è tutto molto prematuro. Queste prime nevicate stanno arrivando molto in ritardo rispetto alla tabella di marcia stagionale.
Le tendenze a più lungo termine non appaiono peraltro così incoraggianti, per chi spera in un tempo sempre più autunnale con altre frequenti piogge e nevicate in montagna. I Centri Meteo confermano infatti l’ipotesi di un nuovo dominio anticiclonico tra gli ultimi giorni di ottobre e l’inizio di novembre. Se così fosse, ci sarebbe un nuovo pesante passo indietro preoccupante anche per le nostre Alpi, visto che quando l’anticiclone si insedia è poi difficile da smantellare. Manca ancora tanto tempo e vedremo se il meteo di novembre inizierà davvero con questa brutta piega.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
