Dieci generi per un solo cielo
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), nell’Atlante Internazionale delle Nubi, riconosce dieci generi di nuvole. In alto ci sono cirri, cirrocumuli e cirrostrati. A quota media si formano altocumuli e altostrati. Più in basso compaiono strati, stratocumuli e cumuli. A parte stanno due generi capaci di occupare più livelli insieme: i nembostrati, carichi di pioggia, e i cumulonembi, le nubi del temporale. Per orientarsi basta una distinzione: le nubi cumuliformi crescono in verticale, quelle stratiformi si allungano in orizzontale.
La stabilità dell’aria fa la differenza
Se il suolo è caldo e gli strati superiori sono freddi, l’aria è instabile. Una bolla d’aria riscaldata sale, si raffredda e condensa il proprio vapore, poi continua a salire spinta dal calore liberato nella condensazione. È la convezione, che nelle giornate più energiche porta la sommità dei cumulonembi oltre i 10.000 metri. Quando invece l’aria è stabile, i moti verticali vengono frenati e l’umidità si distende in strati: il cielo diventa una coperta grigia e uniforme.
Estate, la stagione dei cumulonembi
Con il sole alto e le giornate lunghe, il terreno accumula molto calore. Nei pomeriggi estivi la convezione genera cumuli che, sui rilievi di Alpi e Appennini, possono trasformarsi in cumulonembi. I temporali che ne nascono sono spesso brevi, intensi e molto localizzati.
Autunno, arrivano i fronti
Con l’autunno cresce il contrasto termico tra l’aria fredda polare e quella ancora mite delle medie latitudini. Le correnti occidentali si rinforzano e spingono le perturbazioni atlantiche verso l’Europa, insieme ai loro sistemi frontali. Lungo un fronte caldo l’aria mite risale lentamente sopra quella fredda: arrivano prima i cirri, poi cirrostrati, altostrati e nembostrati, con piogge deboli o moderate ma continue. Un fronte freddo solleva l’aria in modo più brusco e può innescare cumulonembi. In questa stagione il Mediterraneo conserva il calore accumulato in estate, e il vapore che ne evapora alimenta piogge anche abbondanti sulle regioni tirreniche, sul Nord-Ovest e al Sud Italia.
Nessuna nube ha un calendario
Tutte queste formazioni possono comparire in qualsiasi periodo dell’anno. Un fronte freddo porta cumulonembi anche a novembre o a gennaio, mentre una perturbazione atlantica può stendere nembostrati e pioggia continua in piena estate. Le stagioni cambiano la frequenza con cui le osserviamo, non l’elenco delle nuvole possibili. A deciderlo, in ogni stagione, sono il calore del suolo, l’umidità disponibile e il modo in cui l’aria viene sollevata.
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