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Basta uscire all’aperto alle 18:30 per accorgersene: a ottobre il cielo vira già verso il blu scuro. Non è un’impressione: ora le giornate si accorciano più rapidamente che in ogni altro periodo dell’anno.

 

Tutta colpa di un asse terrestre storto

L’asse attorno a cui ruota la Terra non è perpendicolare al piano dell’orbita, ma inclinato di circa 23,4 gradi. Durante il viaggio attorno al Sole questa inclinazione punta sempre nella stessa direzione. Risultato? Per metà anno l’emisfero settentrionale è rivolto verso la nostra stella, per l’altra metà ne è voltato.

Da Terra, tutto ciò si traduce nel movimento apparente del Sole: il suo percorso nel cielo si alza in estate e si abbassa in inverno. Al solstizio d’estate l’arco diurno è lungo e alto, al solstizio d’inverno corto e radente all’orizzonte. In mezzo ci sono gli equinozi, con il Sole sopra l’Equatore e dì e notte quasi equivalenti ovunque.

 

Perché proprio ora la discesa è più ripida

La durata del giorno non cambia a velocità costante. Segue una curva simile a un’onda: piatta vicino ai solstizi, ripidissima attorno agli equinozi. Intorno al 23 settembre l’altezza del Sole a mezzogiorno scende di quasi mezzo grado al giorno, il valore massimo dell’anno. Ottobre, subito dopo, eredita questa spinta. A dicembre, invece, il calo rallenta fino quasi a fermarsi. Lo stesso accade a fine giugno, quando la luce resta pressoché identica per settimane.

 

Milano, Roma e Palermo a confronto

I numeri, ricavati dai modelli matematici che calcolano alba e tramonto, parlano chiaro. A Milano il 1° ottobre la luce dura circa 11 ore e 46 minuti, il 31 ottobre appena 10 ore e 13 minuti: oltre un’ora e mezza persa in un mese, circa tre minuti al giorno. A Roma si passa da 11 ore e 48 minuti a 10 ore e 27 minuti, con una perdita di 81 minuti. A Palermo il calo si ferma a 71 minuti, da 11 ore e 50 minuti a 10 ore e 39 minuti.

 

Più si sale verso nord, più la luce varia

La differenza dipende dalla latitudine. Più ci si allontana dall’Equatore, più l’arco del Sole cambia lunghezza tra estate e inverno. Il Nord Italia vive quindi estremi più marcati del Sud: al solstizio d’estate Milano gode di quasi 15 ore e 40 minuti di luce, contro le 14 ore e 49 minuti di Palermo. A dicembre la situazione si ribalta, con circa 8 ore e 42 minuti nel capoluogo lombardo e 9 ore e 30 minuti in quello siciliano.

A peggiorare la percezione arriverà, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, il ritorno all’ora solare: le lancette indietro di un’ora anticipano il tramonto sull’orologio, senza togliere un solo minuto di luce reale. Il buio serale, però, si farà sentire subito.

 

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