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Gelo dalla Siberia, le ultimissime secondo il Centro Meteo Europeo

TREND METEO LUNGO TERMINE: affrontiamo adesso un problema che sta angustiando gli appassionati della neve in Italia, ma anche gli spettatori di questo Inverno che abitano nel Nord Italia, dove la neve che solitamente dovrebbe venire, non si fa vedere proprio.

In questo periodo si parla di una raffica si "STRAT WARMING" che solitamente sono precursori di ondate di GELO, e appassionati di meteo, ma soprattutto tanti meteorologi nel Mondo, stanno affrontando ipotesi su scenari del futuro, supportati da mappe e grafici che vengono elaborati dai veri centri meteo.

La domanda che fanno tutti è quale intensità, e dove avverranno i possibili effetti in Troposfera della serie di Strat Warming.
Ultime meteo: Strat Warming in Russia europea. Vortice Polare, caos.

Questi giorni abbiamo la massima velocità dei venti anti-zonali a 30 mila metri di altezza dal suolo. Ma cosa può accadere più in basso, ai livelli prossimi al suolo?

Si parla di un periodo di tempo abbastanza lungo per il trasferimento di quanto succede in Stratosfera ai livelli più bassi, ovvero la Troposfera.
Ricorrendo ai modelli matematici di previsione, in particolare al modello EPS del centro di calcolo europeo per avere un'idea di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane, notiamo vari aspetti interessanti, no, rilevanti.

EPS è un modello Ensemble, ovverosia si fanno diversi run nello stesso centro di calcolo e si assemblano, per dire in termini semplici, per ottenere una previsione più attendibile a lunghissima scadenza, una sorta di media di svariate previsioni, al fine di ridurre l'errore di calcolo.

Così, osservando l'evoluzione del tempo nella terza decade del mese, grazie a questo modello matematico, notiamo l'approfondimento di una zona di Bassa Pressione in quota, che, dalla Siberia e Russia settentrionale piano piano si trasferirà sulla Scandinavia, e da lì dovrebbe inviare un nucleo gelido in direzione dei Paesi Bassi e della Francia.

Successivamente il minimo depressionario si dovrebbe trasferire in Italia, giungendo approssimativamente dalla valle del Rodano. Ciò apporterebbe una forte ondata di freddo sulla nostra Penisola, accompagnata da precipitazioni anche abbondanti che potrebbero essere nevose a quote basse, anzi, diffusamente in pianura.

Come dicevamo, un primo nucleo gelido dovrebbe interessare l'Italia nei primi giorni della terza decade di Gennaio. Ma tenete conto che la proiezione è approssimativa.

Tuttavia, i massimi effetti depressionari e di freddo dovrebbero interessare la nostra Penisola tra la fine di Gennaio e la prima decade di Febbraio.

Successivamente le zone depressionarie principali sembrano interessare maggiormente l'Europa Occidentale, portandovi freddo e maltempo nella seconda decade di Febbraio, il Nord Italia ed i versanti tirrenici del Centro avranno intense ondate di maltempo e basse temperature, mentre il Sud Italia potrebbe avere episodi di tempo sciroccale.

Insomma, arriverebbe la neve al Nord Italia, e soprattutto anche il gelo nel periodo dell'anno che è notoriamente molto freddo.

Ma ATTENZIONE, questo tipo di previsione tende a scemare la propria attendibilità quando si va a previsioni di così lunghissimo periodo di tempo. Perciò tenete conto che sono delle linee di tendenza da considerare in una visione d'insieme. Noi vi riportiamo quanto emerge dalle ultime proiezioni.

In ogni caso, i famosi effetti troposferici del grande Strat Warming presente in questi giorni, a questo punto si dovrebbero realizzare in Europa ed in Italia a partire dalla terza decade di Gennaio, per protrarsi persino per un certo periodo di Febbraio.

Giovanni De Luca

10 gennaio 2019 - ore 06:00