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METEO e VIRUS: diffusione secondo Ricercatori Cinesi

Nuovi studi scientifici stanno venendo pubblicati per il possibile legame tra meteo e virus: oggi propongo un ulteriore approfondimento riguardante la diffusione di tali esseri viventi e non specificamente al coronavirus che sta interessando il nostro paese e l'Europa.

Il Paper di oggi (uno studio scientifico, già validato e confermato dalla revisione paritaria), di intitola "The Effects of Temperature and Relative Humidity on the Viability of the SARS Coronavirus", a cui rimando in questo link (https://www.hindawi.com/journals/av/2011/734690/).

Ecco spiegato in breve: i virus non si replicano al di fuori delle cellule viventi, ma possono persistere su superfici ambientali contaminate e la durata della persistenza dei virus vitali è fortemente influenzata dal meteo (in particolare dalla temperatura e dall'umidità). Le superfici contaminate sono note per essere vettori significativi nella trasmissione di infezioni in ambito ospedaliero e nella comunità: in altre parole, una superficie liscia ospedaliera rimane contaminata molto a lungo.

Lo studio cita che il coronavirus umano associato al comune raffreddore rimane vitale solo per 3 ore sulle superfici ambientali dopo l'essiccazione, sebbene rimanga vitale per molti giorni in sospensione liquida. Nel presente studio, SARS CoV (riferito al 2003, ma simile a quello odierno) può sopravvivere anche due settimane dopo l'essiccazione alle condizioni di temperatura e umidità presenti in un ambiente climatizzato (assenza di vento, con condizioni meteo tipiche delle nostre latitudini tra 6 e 11 gradi).

La buona notizia però è che il Cov viene facilmente ucciso dal calore a 56 gradi in soli 15 minuti: sono temperature di strade asfaltate e muri in piena estate.
In altre parole, nei climi dal meteo molto caldo e molto umido la trasmissione è molto più contenuta, mentre è decisamente più rapida ai climi temperati. Pertanto, se questo virus si comporterà come quello di 17 anni fa, allora in estate dovremo avere un calo netto della diffusione, ma ciò è una conseguenza futura, mentre le misure prese in considerazione ora dalle Autorità mirano a risolvere il problema il più presto possibile.

Davide Santini

19 marzo 2020 - ore 11:15

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