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Meteo sempre più estremo per effetto dello scioglimento della calotta polare estiva

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
08 Giu 2016 - 07:01
in Meteo News
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Anche oggi vi scriviamo di meteo estremo, dopo aver approfondito le notizie sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal professor Peter Wadhams.

Ma chi è questo scienziato? Il professor Peter Wadhams non è uno sprovveduto, ha all’attivo numerosissime pubblicazioni ed è a capo del Gruppo di Fisica che studia il clima dell’Oceano Polare all’Università di Cambridge.

Il 6 Giugno abbiamo pubblicato un articolo dal titolo Catastrofe entro l’estate, notizia diffusa da vari giornali italiani. Ma forse sono ammattiti gli scienziati in cui abbiamo espresso estrema perplessità per la notizia diffusa da moltissimi mass media.

Dai mass media abbiamo anche letto qualche sciocchezza geografica, ma la perplessità che a tutt’oggi indugia, nonostante gli approfondimenti sfogliati da varie fonti, è che sovente la scienza lancia allarmi che poi svaniscono nel nulla.

Indubbiamente le fonti autorevoli che ha intervistato il professore, riportano informazioni più chiare e nette rispetto a quelle che avevamo ieri, è non individuano un cataclisma abbattersi entro l’estate.

Il professor Peter Wadhams descrive il trend climatico che vedrà sparire entro quest’anno o forse il prossimo, la calotta polare estiva.

Tale notizia ci lascia allibiti. Non è la prima volta che vengono fatte simili previsioni, ma questa affermazione è davvero possente per essere ignorata.

I ghiacci polari influenzano il clima di tutto il nostro emisfero, ed in minor misura anche dell’emisfero australe. La sparizione dei ghiacci potrebbe innescare parecchi cambiamenti climatici, e sul tema vengono fatte varie ipotesi da anni.

Buona parte delle pubblicazioni affermano che la sparizione a fine estate della calotta polare sarebbe causa di fenomeni meteorologici più intensi nel nostro emisfero, quindi avremmo un’accentuazione del meteo estremo, ma anche estati più calde, in un contesto che vedrà per altro anche un aumento della temperatura media globale.

Insomma, l’argomento è delicato, non congedabile con un breve articolo come il nostro.

Di certo, la fusione estiva della calotta polare avrebbe ripercussioni anche sul clima italiano.

Secondo una inchiesta pubblicata dalla BBC (che raccoglie le interviste a vari capo scienziati di prestigiose università), emittente televisiva notissima per la produzione di documentari divulgativi di alta qualità, le estati e gli inverni del futuro saranno sempre più estremi, specie in una prima fase climatica.

Ci saranno estati caldissime alternate a stagioni eccezionalmente piovose, inverni mitissimi e senza neve, alternati a freddi e nevosi. Ma l’alternarsi di tali estremi stagionali è già iniziato, e come abbiamo sperimentato non sarà equo in tutto il Pianeta.
Così spesso osserviamo come le ondate di freddo sono record negli USA mentre in Europa a stento sembra venire l’Inverno. Eppure anche il clima nord americano è più caldo del passato.

Tutto ciò ha delle motivazioni, con cause che non è possibile descrivere in questo articolo.

Per concludere, il professor Peter Wadhams ha rivelato una realtà che succederà comunque nel futuro, perché ne hanno parlato numerosi altri scienziati.

Di certo il clima sembra un treno impazzito, ormai difficilmente prevedibile, così che ciò che si riteneva potesse succedere tra 10 anni, avverrà l’anno prossimo, oppure altre previsioni vengono smentite dai fatti.

Siamo comunque snervati di leggere notizie di prossime catastrofi e poi vedere la totale assenza di attenzione da parte della politica internazionale. E lo dimostrano gli accordi di Parigi che hanno mostrato una insensata insensibilità per il futuro del nostro Pianeta e delle prossime generazioni.

Se già con circa mezzo gradi di aumento della temperatura media del Pianeta si scioglierà, a detta di scienziati, la calotta polare d’estate, cosa accadrà con 1,5/2°C gradi centigradi?

Centinaia di milioni di abitanti migreranno dai loro Paesi di origine verso quelle regioni che avranno un clima più mite per sfamarsi. Ci saranno guerre per l’acqua e chissà che altro.

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Milano. 23 maggio scorso, foto di un lettore inviata con WhatsApp al numero +393499405931.

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Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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