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Le regioni a clima Mediterraneo sono vulnerabili agli incendi estivi. Questi ci sono stati da sempre nei periodi di siccità, che in queste aree sono accompagnati da temperature elevate e aria molto secca.

Il caldo Mediterraneo delle zone interne è asciutto, ed il sole è atrocemente caldo e implacabile, prosciuga ogni residuo d’acqua. Poi il soffiare costante del vento asciuga la terra e quando scoppia un incendio lo propaga rapido in varie direzioni.

La foto che proponiamo è stata scattata venerdì 8 Luglio in Sardegna, nel sassarese, a Ploaghe. Ma di incendi nell’Isola ce ne sono già stati parecchi. Un altro aveva interessato il comune di Sedilo (seconda foto, dove fu lambito il centro urbano).

Ma perché scoppiano gli incendi? Per cause naturali? Assolutamente NO!

Secondo vari studi è solo occasionalmente che gli incendi possono scoppiare per motivi naturali, ma quelli di cui sovente si parla derivano da azioni delinquenziali derivanti da ignoranza estrema dell’uomo. Essi sono appiccati da persone che sono esterne dal vivere in una società civile, meritevoli di esser sbattuti in carcere a vita.

Nonostante siano state parecchio appesantite le sanzioni penali per chi appicca un incendio, i delinquenti persistono nel commettere il delitto di appiccare un incendio.
D’altronde si va in carcere se si uccide, se si fa una rapina, eppure tal delinquenza nel Mondo c’è e ci sarà sempre.

Ma l’incendio va ben oltre dei suddetti reati perché distrugge l’ambiente naturale, ovvero intacca il Patrimonio dell’Umanità.

Per altro, gli incendi possono anche uccidere, ed in Italia la regione con il maggior numero di vittime è la Sardegna, dove gli incendi ci sono sempre stati, e in passato erano devastanti: qui per giorni e giorni bruciavano migliaia e migliaia di ettari di terra e bosco, mentre negli ultimi decenni l’opera di prevenzione ha contenuto l’estendersi di questa disgrazia.

Ma gli incendi non succedono solo in Sardegna, rammenterete come durante una recente ondata di calore fu aggredita da tale sventura la Sicilia. Palermo e la Conca d’Oro furono teatro di incendi devastanti, bruciarono case, attività, animali. Il fuoco lambì i quartieri periferici di Palermo. Quel giorno di caldo tremendo gli incendi scoppiarono ovunque in Sicilia. C’è chi dice che fu per azione della mafia, c’è chi dice che furono appiccati utilizzando come miccia dei gatti.

Le mani degli assassini agiscono quando le condizioni meteo sono perfette, specie se c’è vento intenso che nelle zone interne è molto secco e accompagnato da temperature elevate.

In Sardegna, talvolta gli incendi hanno raggiunto villaggi turistici e spiagge affollate.

L’estate del 1989 resterà nella storia del Sardegna come la più tragica: in due diversi incendi avvenuti nel mese di agosto morirono 18 persone in prossimità della Costa Smeralda.

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