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Home Ad Premiere

Meteo, sorprendenti scoperte su El Niño in un’isola sperduta del Pacifico

Andrea Meloni di Andrea Meloni
05 Mar 2024 - 15:45
in Ad Premiere
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In un’isola remota del Pacifico, le barriere coralline antiche celano indizi cruciali sul futuro fenomeno climatico conosciuto come El Niño.

 

Nell’arcipelago di Vanuatu, situato nel Pacifico meridionale occidentale, il villaggio di Tanovusvus, con i suoi 500 abitanti, sorge lungo la costa di Espiritu Santo, la maggiore isola dell’arcipelago. Questa comunità, immersa in una lussureggiante vegetazione, beneficia di abbondanti precipitazioni annuali, evidenziate dalla presenza di un ampio serbatoio di plastica, utilizzato per la raccolta dell’acqua potabile, che raramente si prosciuga, grazie anche all’influenza di un prolungato fenomeno La Niña che, negli ultimi tre anni, ha portato calore e umidità nella regione del Pacifico occidentale.

 

Tuttavia, nell’ottobre del 2023, Abel Kalo, un funzionario del dipartimento meteorologico di Vanuatu, portò un messaggio preoccupante al villaggio di Tanovusvus: le abbondanti piogge stavano per diminuire drasticamente. L’arrivo di El Niño, il fenomeno opposto a La Niña, stava spostando le calde acque oceaniche verso est, direzione Sud America, causando uno spostamento delle precipitazioni e delle tempeste che avevano finora beneficiato l’isola. Durante la sua visita, Kalo notò che il serbatoio d’acqua del villaggio era danneggiato e contenente meno di un quarto della sua capacità, avvertendo gli abitanti della necessità di non dare per scontata la disponibilità d’acqua nei mesi a venire.

 

L’apice di El Niño stava causando estremi climatici in tutto il mondo, non solo a Vanuatu. Dall’Australia all’Amazzonia, dove acque eccessivamente calde hanno messo a rischio i delfini rosa in via di estinzione, fino al Perù, dove le intense piogge hanno favorito la diffusione della dengue e interrotto la pesca di acciughe, influenzando gravemente l’economia nazionale. Inoltre, le stesse acque calde hanno intensificato l’uragano Otis, devastando Acapulco e altre aree costiere del Messico nell’ottobre 2023. Questi eventi hanno contribuito a fare del 2023 l’anno più caldo registrato, evidenziando l’ampio impatto di El Niño sul clima globale.

 

Nonostante i progressi nella previsione di El Niño e La Niña, il futuro di questi fenomeni climatici rimane incerto. Gli scienziati si interrogano se un pianeta in riscaldamento possa aumentare la frequenza o l’intensità di tali eventi o se, al contrario, possa attenuarli. I modelli climatici attuali offrono risposte contrastanti e la documentazione storica è insufficiente per trarre conclusioni definitive.

 

La visita di Kalo a Tanovusvus non aveva solo lo scopo di avvertire la comunità, ma anche di sfruttare un’opportunità unica. Insieme a Judson Partin, paleoclimatologo dell’Università del Texas ad Austin, Kalo ha spiegato come le barriere coralline terrazzate di Tanovusvus celino antichi coralli, testimoni di epoche passate in cui il clima terrestre subì grandi cambiamenti. Questi coralli, se esaminati, potrebbero offrire preziose informazioni sul comportamento di El Niño durante periodi di freddo estremo e, di conseguenza, indicazioni su come potrebbe evolversi in futuro sotto condizioni climatiche radicalmente diverse.

 

Circa ventimila anni fa, durante l’ultima era glaciale, la Terra era più fredda di circa 6°C rispetto all’attuale. Le calotte glaciali coprivano vasti tratti dei continenti settentrionali, e il livello del mare era circa 120 metri più basso di oggi. In questo contesto, i coralli continuarono a crescere attorno alle isole del Pacifico tropicale, registrando le fluttuazioni di El Niño e La Niña nei loro scheletri. Con il successivo scioglimento delle calotte glaciali, molte di queste barriere coralline furono sommerse, rendendo difficile l’accesso alle testimonianze di El Niño e La Niña conservate al loro interno.

 

Tuttavia, Espiritu Santo si distingue per una particolarità geologica: l’isola è stata sollevata da movimenti tettonici, esponendo coralli antichi che altrimenti sarebbero rimasti sommersi. Questo fenomeno ha reso possibile l’accesso a registrazioni climatiche uniche, permettendo agli scienziati di studiare i coralli per comprendere meglio il comportamento passato di El Niño e La Niña e, potenzialmente, prevederne le future manifestazioni in un mondo sottoposto a cambiamenti climatici.

 

Credit science.org/

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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