L’evasione fiscale in Italia continua a essere un problema significativo, con l’80% delle maggiori entrate accertate che non viene riscosso. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, durante un’audizione in commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, ha evidenziato la necessità di procedure più efficaci per i pignoramenti, specialmente sui conti correnti. Attualmente, la maggior parte delle azioni di recupero fallisce perché i debitori non hanno patrimoni su cui rivalersi.
Ruffini ha sottolineato che, nonostante le banche dati dell’Agenzia delle Entrate siano molto complete, è essenziale sostenere il rafforzamento del personale. Infatti, il piano concorsi prevede l’assunzione di 11.000 nuove risorse entro l’anno, ma l’Agenzia è ancora sotto organico di circa 8.000 unità rispetto alla pianta organica.
Il direttore ha spiegato che, nonostante l’individuazione dell’evasione fiscale grazie alla Guardia di Finanza, il recupero effettivo delle somme dovute non supera il 20%. Questo non è dovuto a inefficienza, ma alla mancanza di strumenti adeguati e di personale. Per migliorare la situazione, è necessaria una razionalizzazione delle procedure mobiliari, come i pignoramenti sui conti correnti. L’ultima legge di Bilancio 2024 ha previsto un decreto per migliorare queste procedure e aumentare il recupero delle risorse.
Ruffini ha anche evidenziato l’importanza di migliorare i rapporti con i contribuenti, soprattutto alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma fiscale. Ha ribadito che il contraddittorio preventivo è essenziale, ma richiede risorse adeguate. Se il personale è insufficiente, garantire il diritto del contribuente di essere informato può ridurre il numero di accertamenti effettuati.
Il miglioramento delle attività di recupero richiede quindi un aumento del personale e una razionalizzazione delle procedure. Solo così sarà possibile trasformare l’individuazione dell’evasione fiscale in effettivo incasso per l’Erario e rimettere in circolo risorse per i cittadini.