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L’Italia è alle prese con un’azione instabile abbastanza inconsueta per questa fase stagionale. Negli ultimi anni si è assistito in maniera piuttosto sistematica ad una protrazione dell’estate anche a tutto il mese di settembre e fino anche a buona parte di ottobre, con scarse opportunità di pioggia, o perlomeno piogge non a carattere abbastanza insistente come si prospetta per il prosieguo di questo settembre 2024. In questo avvio di stagione autunnale, qualcosa sembra essersi inceppato nel meccanismo noiosamente stabile e caldo, con atmosfera, invece, molto vocata a scambi meridiani a scala euro-atlantica. Naturalmente l’anomalia, questo va precisato, della circolazione attuale ha assolutamente nulla di predittivo o di indicativo per quanto concerne il possibile comportamento dell’atmosfera per il prosieguo dell’autunno e anche per la prossima stagione invernale.

 

Va rilevato però, che il semestre freddo inizia all’insegna di una palese rivoluzione e nulla esclude che essa possa continuare. Per di più, se andiamo a leggere i possibili parametri generali computati dai modelli stagionali, quindi con proiezione fino alla stagione invernale, qualcosa di intrigante traspare dalle simulazioni. I modelli a lunga gittata, anche nelle ultimissime elaborazioni stagionali di qualche ora fa, continuano a prospettare, in particolare per i mesi di dicembre e gennaio, uno schema circolatorio impostato su NAO neutra o leggermente positiva, AO moderatamente negativa e PNA mediamente positivo.

 

Una visione già di qualche settimana fa, quindi con poche variazioni sulla base dei nuovi dati aggiornati e il tutto, naturalmente, in un contesto di spiccata attività solare con QBO positiva. Sarebbero tutti presupposti, questi, per una prevalente azione anticiclonica, durante il decorso invernale, più decentrata tra i settori occidentali del Mediterraneo ed europei e l’Oceano Atlantico. Naturalmente, in questo contesto, anche l’Italia potrebbe risentire spesso della protezione anticiclonica, magari di più le regioni settentrionali e del medio e alto Tirreno rispetto a quelle centro meridionali. Tuttavia, l’azione più marginale della figura di alta in corrispondenza del territorio italiano, potrebbe, in più di qualche occasione, rimanere aperta la porta a influenze fredde viaggianti lungo il bordo orientale o anche meridionale dell’alta pressione.

 

Per di più, quelle prospettate nelle simulazioni stagionali, sarebbero le condizioni ideali affinché si possa compiere una delle figure bariche più predisponenti azioni fredde significative per l’Italia, ossia il cosiddetto Ponte di Voejkov (traslitterato weikoff). Nella sostanza, l’alta pressione, a radice iberica-oceanica, sollecitata da possibili cavi atlantici alti e larghi sub-groenlandesi-largo di  Terranova, potrebbe compiere slanci oltremisura verso le alte latitudini, con promontori fin verso il Nord/ Nordest Europa, settori scandinavi/russi, per intenderci.

 

In questa configurazione, l’Italia potrebbe essere esposta ad episodi freddi come non accadono da diversi anni. Naturalmente, quando si vanno a interpretare i parametri stagionali, le possibili conseguenze evolutive vanno prese con le pinze, quindi nessuna certezza che la prossima stagione invernale possa essere rivoluzionaria rispetto al trend che si trascina oramai da anni. Tuttavia, tante indicazioni vanno in questo senso e le simulazioni dei modelli a lunga gittata anche. Non ci resta che vagliare periodicamente i dati stagionali aggiornati ed eventualmente confermare o smentire questa tendenza.

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