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Home Ad Premiere

Alluvioni, Dragare i fiumi? Rischi nascosti per meteo ed ecosistema fluviale

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
28 Set 2024 - 12:10
in Ad Premiere, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Gli eventi alluvionali che hanno colpito recentemente l’Emilia-Romagna rappresentano il risultato di una complessa interazione tra fattori naturali e antropici, e per questo motivo non possono essere analizzati in modo superficiale.

 

 

Tuttavia, commenti affrettati e poco approfonditi continuano a circolare sui mezzi di comunicazione e sui social network, spesso distorcendo la comprensione delle cause reali. In attesa di una valutazione più dettagliata, è possibile delineare alcuni elementi chiave che hanno contribuito a queste alluvioni.

 

 

Le piogge registrate sono state eccezionalmente intense, con valori che raggiungono i massimi storici per la zona nell’ultimo secolo. In meno di tre settimane, le precipitazioni accumulate hanno superato la metà della media annua, con picchi di oltre 250 mm in due giorni e un totale di oltre 600 mm nelle prime venti giornate di maggio. Questi dati eccezionali hanno avuto un impatto devastante su un territorio già vulnerabile.

 

 

La pianura romagnola, infatti, è caratterizzata da un’elevata suscettibilità ai rischi idraulici, come evidenziato dalla cartografia prodotta dall’ISPRA. Nel corso dei secoli, una fitta rete di canali di bonifica ha trasformato aree paludose in terreni coltivabili e abitabili.

 

Tuttavia, durante eventi di piena straordinari, la rottura o il superamento degli argini dei fiumi, spesso sopraelevati rispetto alla pianura circostante, può provocare alluvioni improvvise e devastanti. Fenomeni simili si sono verificati anche negli anni precedenti, sebbene con minore intensità e impatto.

 

 

Un ulteriore elemento che aggrava i danni causati dalle alluvioni è l’intensa urbanizzazione della zona. Tuttavia, è importante sottolineare che piogge di tale intensità avrebbero probabilmente generato danni significativi anche in aree meno densamente popolate.

 

 

Anche la gestione del territorio montano, inclusa la manutenzione dei boschi e delle aree agricole, è fondamentale per molteplici ragioni, ma da sola non può prevenire eventi idrogeologici di tale portata. Le recenti alluvioni non possono essere imputate esclusivamente all’abbandono delle aree montane appenniniche.

 

 

Infine, azioni comunemente proposte come soluzioni, quali la rimozione della vegetazione lungo i fiumi o l’asportazione di sedimenti dall’alveo, rischiano di causare più danni che benefici. Questi interventi possono destabilizzare le sponde dei corsi d’acqua e alterare il loro regime idrodinamico, scatenando processi erosivi a monte, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. (TEMPOITALIA.IT)

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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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