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Fosse Inverno avremmo avuto “badilate di neve”? Analisi meteo, e una riflessione

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Set 2024 - 12:03
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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D’inverno cosa sarebbe accaduto in questi giorni? Avremmo avuto neve in pianura? Ma davvero arriva il freddo e la stagione estiva è terminata? Potrebbe tornare il caldo?

Tante domande a cui proveremo a dare risposta. Innanzitutto, durante la stagione invernale un’intrusione di aria fredda da nord genera scarsi effetti su tutto il settore centro-occidentale del Nord Italia, abbassando successivamente la temperatura. Ad esempio, non ci sarebbero state precipitazioni intense come quelle che si sono verificate a nord di Milano, in quell’area che viene chiamata Brianza e che si estende nella provincia di Bergamo. Così anche niente piogge intense nell’alto Veneto. L’arco alpino avrebbe fatto da barriera all’aria fredda, e lo farà comunque anche stavolta, infatti gran parte dei fenomeni atmosferici sono causati dal fortissimo contrasto termico. Non bisogna dimenticare che le temperature preesistenti al cambiamento atmosferico erano prettamente tropicali, e quindi l’aria fredda di origine polare, anche se all’inizio dell’autunno meteorologico, produce forti contrasti termici e fenomeni più intensi.

 

La massa d’aria fredda in transito (e al seguito) segna temperature sotto la media del periodo e quindi, se fosse stato inverno, avremmo avuto precipitazioni nevose a quote molto basse sulle regioni centrali italiane, forse fino alle coste adriatiche, rovesci di neve sulla pianura padano-veneta e neve fino al fondovalle del nord-est. Fenomeni nevosi si sarebbero verificati soprattutto al passaggio del settore freddo della bassa pressione, che avrebbe spinto aria umida verso l’Emilia Romagna e le regioni adriatiche, dove una condizione di stau (blocco delle correnti) avrebbe innescato precipitazioni abbondanti, prevalentemente nevose, in Emilia Romagna a quote molto basse, forse fino alle coste dell’Adriatico centro-settentrionale.

 

Quella che si configura (circolazione atmosferica) è una condizione più invernale che autunnale. Eppure, le temperature non scenderanno molto sotto la media poiché abbiamo un Mar Mediterraneo estremamente caldo. Questo fenomeno atmosferico è il primo che si verifica dopo una lunghissima estate calda senza interruzioni.

La notizia della neve che cade in quota sorprende perché ormai non ci siamo più abituati, ma in situazioni analoghe sarebbe normale avere nevicate fino ai 1000-1400 metri di quota sul settore nord-orientale nella prima decade di settembre. Fenomeni, nevosi a quote fin sino ai 1500 metri, ma anche i 1200, tra l’altro, sono avvenuti anche nell’ultimo decennio più di una volta. È inutile: il clima italiano, per gran parte dell’anno, si è tropicalizzato, e quindi le nevicate a bassa quota sono diventate poco frequenti.

 

 

Una caratteristica delle ultime stagioni autunnali è il precoce arrivo dell’inverno, con nevicate simil-invernali a novembre e nella prima parte di dicembre sulle Alpi, quasi a dimostrare che la stagione invernale sarà rigida, come se tale evento atmosferico ne fosse il preludio. Ma poi la stagione invernale si rivela tutt’altro che rigida, con carenza di precipitazioni nevose a quote medio-basse e nevicate occasionali persino nelle stazioni sciistiche alpine.

 

Alla domanda se tornerà il caldo, la risposta è sì. Infatti, quella che stazionerà sull’Italia per alcuni giorni è una bolla d’aria fredda presente a tutte le quote, sganciata dall’area polare. Nei prossimi giorni però andrà esaurendosi, e l’anticiclone africano tenderà nuovamente a farsi spazio verso nord, interessando almeno parte dell’Italia, anche perché per almeno una decina di giorni molte regioni del nostro Paese saranno coinvolte da un flusso oceanico tipicamente autunnale. Tuttavia, le temperature tenderanno gradualmente ad aumentare rispetto al calo termico in arrivo, con valori spesso appena sopra la media anche nelle regioni del Nord Italia, mentre nel Sud Italia, in Sicilia e parte della Sardegna, le temperature torneranno presto oltre la norma.

 

Per quanto riguarda le precipitazioni, queste sono previste un po’ in tutta Italia. Tuttavia, poiché settembre è un mese abbastanza caotico per quanto riguarda la distribuzione delle piogge, non possiamo sapere se le aree d’Italia afflitte da una gravissima siccità riceveranno un sufficiente apporto di pioggia per ridurre i gravi effetti di una siccità estrema.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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