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Clima e Meteo: Attività temporalesca intensa e diffusa nel SAHARA

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
06 Set 2024 - 10:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Cronaca Meteo
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Durante l’estate del 2024, il deserto del Sahara ha vissuto un evento meteorologico piuttosto raro e significativo. A causa dello spostamento verso nord della Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ), il Sahara ha ricevuto una quantità di pioggia molto superiore alla media.

In alcune aree, le precipitazioni hanno superato il 500% delle normali precipitazioni mensili per agosto e settembre.

 

Questo fenomeno ha portato a piogge intense e temporali, con accumuli che in alcune zone hanno superato i 100 mm in pochi giorni. Le conseguenze sono state notevoli, con inondazioni che hanno colpito diverse regioni del Sahel e del Sahara, causando danni significativi e disagi per le popolazioni locali.

Nel Sahara, i fenomeni temporaleschi sono piuttosto rari a causa del clima desertico estremamente arido. Tuttavia, quando si verificano, avvengono soprattutto durante l’estate, tra giugno e settembre, in corrispondenza della stagione calda. Questo è il periodo in cui il deserto può essere influenzato dalla convergenza intertropicale (ITCZ), una fascia di bassa pressione che si sposta verso nord durante l’estate, portando occasionalmente piogge e temporali, soprattutto nelle zone settentrionali e meridionali del Sahara.

Questi temporali sono spesso brevi ma possono essere intensi, portando forti venti e piogge improvvise, che a volte causano inondazioni lampo. Tuttavia, la maggior parte del Sahara resta arida tutto l’anno, con pochi eventi piovosi.

 

Ci sono alcuni fattori che contribuiscono alla formazione di temporali in questa regione:

1) Riscaldamento intenso:
Durante il giorno, il Sahara subisce un riscaldamento estremamente rapido, soprattutto nei mesi estivi. Questo causa la formazione di correnti ascensionali di aria calda e umida, che sono alla base dei temporali.

2) Umidità portata dai monsoni:
Nelle zone meridionali del Sahara, l’umidità proveniente dal monsone africano (che interessa l’Africa occidentale) può risalire verso nord, portando l’umidità necessaria per la formazione delle nubi temporalesche. Il Monsone dell’Africa occidentale porta aria più umida dall’Oceano Atlantico e dal Golfo di Guinea.

3) Instabilità atmosferica:
L’interazione tra l’aria calda e secca del deserto e l’aria più umida proveniente dai tropici può generare instabilità nell’atmosfera, creando le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali.

4) Effetto delle catene montuose:
Alcune aree del Sahara, come l’Ahaggar e il Tibesti, sono caratterizzate da catene montuose che facilitano la risalita dell’aria calda e umida, contribuendo così allo sviluppo di temporali orografici.

Nonostante il Sahara sia uno dei luoghi più secchi al mondo, queste combinazioni di fattori possono portare a un aumento della frequenza dei temporali in certe stagioni o aree del deserto.

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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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