L’anticiclone che sta interessando mezza Europa da giorni, porterà stabilità e condizioni generalmente soleggiate su buona parte del continente, inclusa l’Italia. Si tratta di un’area di alta pressione estesa che copre gran parte dell’Europa centrale e orientale, influenzando significativamente il meteo locale. Tuttavia, nei settori occidentali, come in Spagna, il meteo rimane instabile, con un ciclone persistente che provoca piogge intense e addirittura alluvioni in alcune zone. Questo contrasto tra stabilità e condizioni avverse è sintomatico della complessità del sistema atmosferico europeo.
Le condizioni di alta pressione tipiche dell’autunno e dell’inverno favoriscono un fenomeno noto come inversione termica, che si verifica quando le temperature mostrano un’anomalia: l’aria più fredda si trova a contatto con il suolo, mentre l’aria più calda si stratifica al di sopra. Durante le nottate serene e prive di vento, la terra perde rapidamente calore, causando il raffreddamento dell’aria vicina alla superficie e formando uno strato denso e freddo. Questo strato freddo rimane intrappolato sotto uno strato di aria più calda, generando così un blocco termico.
Cosa succede nelle città?
Il fenomeno dell’inversione termica rappresenta un serio problema nelle aree urbane e nelle pianure, specialmente nelle stagioni fredde, poiché blocca gli inquinanti atmosferici vicino al suolo. Soprattutto nelle città, l’alta pressione crea una sorta di “coperchio” che impedisce la dispersione di polveri sottili, fumi industriali e gas di scarico prodotti dal traffico e dall’attività industriale. Milano, ad esempio, situata nella Pianura Padana, risente fortemente di questi fenomeni: la conformazione del territorio favorisce il ristagno dell’aria, amplificando l’accumulo di sostanze inquinanti.
Durante i periodi di alta pressione, infatti, la stabilità atmosferica riduce al minimo i movimenti verticali dell’aria, causando un peggioramento della qualità dell’aria. Questo fenomeno, soprattutto nelle giornate prive di vento, consente la formazione di uno strato di smog denso e persistente, che diventa visibile sotto forma di una nebbia grigia che avvolge i centri urbani.
Impatti sulla salute: smog e inquinanti stagnanti
La qualità dell’aria nelle città è una questione di grande rilevanza, poiché l’accumulo di inquinanti porta a gravi conseguenze per la salute pubblica. L’aria stagnante, carica di sostanze tossiche come ossidi di azoto e particolato fine (PM10 e PM2.5), rappresenta un pericolo soprattutto per i soggetti più vulnerabili, come bambini, anziani e persone con problemi respiratori preesistenti. Prolungati periodi di smog, favoriti dalle condizioni di alta pressione, incrementano il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari.
Il Nord Italia è frequentemente soggetto a periodi prolungati di inversione termica durante l’inverno, con conseguente peggioramento dell’aria. Le città della Pianura Padana, come Torino, Milano e Brescia, sono spesso costrette a imporre misure di contenimento del traffico per ridurre i livelli di inquinanti. Nei prossimi giorni i valori di inquinanti saliranno nettamente, specie laddove si svilupperanno foschie e nebbie sulla Val Padana.