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NEVE a badilate su Alpi e Appennino questo Inverno. A rischio la pianura secondo il NOAA/NCEP, Centro Meteo americano

Federico De Michelis di Federico De Michelis
07 Nov 2024 - 19:48
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Il prestigioso Centro Meteo americano del NOAA/NCEP ha diffuso un ulteriore aggiornamento previsionale che potrei definire fuori dal comune se confrontato a quanto osservato negli ultimi 15 anni.

 

Abbiamo parlato dell’arrivo di La Niña, che andrebbe ad alterare sensibilmente gli equilibri di forti anomalie climatiche verificatesi in questi ultimi anni, in particolare nel 2024, causando un arrivo tardivo del freddo in molte aree del pianeta, soprattutto alle medie latitudini. In molte regioni, si sta vivendo un’estate tardiva con temperature eccezionali e persino record per la prima decade di novembre.

Tuttavia, come è normale che sia, l’Emisfero settentrionale (boreale) si sta raffreddando rapidamente, e i modelli matematici di previsione diffusi dai vari Centri Meteo, prospettano la possibilità di un notevole abbassamento della temperatura sul medio-lungo termine anche in Italia, previsioni che, però, andranno confermate.

 

Un cambiamento considerevole dato il livello elevato di temperature raggiunto. Nel frattempo, la presenza di un’alta pressione ha abbassato sensibilmente le temperature nelle pianure del Nord Italia, dove le inversioni termiche generano il freddo anche in assenza di irruzioni di aria gelida. Le giornate sempre più corte e la presenza di foschie e nebbie riducono la radiazione solare, causando un abbassamento termico, soprattutto per effetto delle ore di buio più lunghe rispetto a quelle di luce.

Questa è una condizione atmosferica tipica di tutte le aree di pianura in presenza di alta pressione ed è particolarmente rilevante in Valpadana, dove si forma un cuscinetto di aria fredda che, per la quasi totale assenza di vento, rimane praticamente immobile anche quando giunge aria calda in quota.

 

I modelli matematici di previsione stagionali indicano un’evoluzione davvero fuori dal comune se si osserva quanto accaduto negli ultimi 15 anni. Sebbene in alcuni anni recenti si siano verificate abbondanti nevicate sulle Alpi, le attuali proiezioni stagionali indicano una prospettiva evolutiva diversa, con temperature basse che potrebbero portare condizioni ideali per la neve anche in pianura, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, ma non solo.

 

Le temperature più basse rispetto agli anni scorsi si attenderebbero anche nel resto d’Italia, associate alla presenza di profonde aree di bassa pressione a livello del Mediterraneo fino al Nord Italia, che sarebbero quindi foriere di frequenti precipitazioni. In considerazione delle temperature basse, queste porterebbero nevicate dalle Alpi agli Appennini, e potrebbero scendere anche a basse quote o addirittura in pianura nelle regioni settentrionali, come già evidenziato in un altro articolo.

 

Siamo consapevoli che le proiezioni stagionali abbiano una scarsa affidabilità. Tuttavia, queste si basano su modelli matematici estremamente complessi, recentemente potenziati in termini di affidabilità grazie a finanziamenti significativi da parte delle autorità americane. Tutto ciò avviene in previsione dell’inizio di La Niña, un fenomeno che si verifica nel Pacifico equatoriale e che ha ripercussioni a livello globale. I massimi effetti si manifestano nell’Oceano Pacifico, amplificando anomalie a livello mondiale. Quindi, si può parlare di conseguenze anche in Italia, come prospettato dai modelli matematici avanzati del NOAA/NCEP nel loro prodotto stagionale, che prevede dunque una situazione inedita.

 

In sintesi, si prevede un inizio di inverno con temperature leggermente superiori alla media ma con precipitazioni, consentendo nevicate sulle regioni alpine, dove attualmente la neve è assente. Va anche sottolineato che, da circa due settimane, nel Nord Italia le precipitazioni sono mancate dopo lunghi periodi estremamente piovosi, con quantità che in alcune aree hanno raggiunto record storici. Fortunatamente, le piogge si sono attenuate, considerando che la situazione in alcune zone era diventata critica, con alluvioni, nubifragi e frane, una condizione davvero drammatica.

 

Secondo vari modelli matematici, le precipitazioni potrebbero riprendere in Italia partendo dalle Isole Maggiori e dalle regioni tirreniche questa settimana. Tuttavia, l’attenuazione dell’alta pressione dovrebbe avvenire più avanti, soprattutto dopo la metà del mese. In quel periodo, le previsioni, che dovrebbero teoricamente essere abbastanza attendibili, appaiono invece molto incerte a causa di un’importante irruzione di aria fredda proveniente dalle regioni artiche, che con alta probabilità interesserà l’Europa orientale e potrebbe influire anche sull’Italia.

 

Proseguendo con i modelli matematici a lungo termine, si prevedono ulteriori incursioni di aria fredda, alternate però da periodi miti. Per questo motivo, le proiezioni stagionali non indicano un novembre e dicembre più freddi della media, ma vedono gennaio e febbraio con valori sotto la norma di riferimento. Questo risulterebbe particolarmente significativo alla luce delle condizioni attuali.

 

In sintesi, soprattutto per i mesi di gennaio e febbraio, i modelli matematici, recentemente sostenuti da importanti finanziamenti da parte dell’amministrazione americana per prevedere in anticipo il meteo estremo, indicano l’arrivo dell’anticiclone russo-siberiano fino ai confini dell’Italia, dove le basse pressioni mediterranee trasporterebbero aria fredda.

 

Si tratta di una situazione in prospettiva con pochi precedenti, osservata così come illustrata dai Centri Meteo, che non si riscontra solo negli ultimi 15 anni ma in un periodo ancora più lungo. L’ultimo evento freddo simile a quanto indicato dal modello matematico risale a molti anni fa e ricorda il febbraio del 1956. Ma non possiamo dire che succederà un nuovo gelo stile 1956 fin d’ora.

Quelle di cui discutiamo sono solo di proiezioni stagionali, che al momento non hanno una concreta affidabilità e che non devono generare illusioni riguardo a neve o freddo in arrivo, né spaventare chi non apprezza il freddo. Stiamo semplicemente commentando proiezioni di modelli matematici estremamente autorevoli, e il nostro compito è quello di tenervi aggiornati sull’evoluzione che i medesimi modelli continueranno a proporre.

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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