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Stelle come il nostro sole emettono superflare potenti

Luisa Bruno di Luisa Bruno
28 Dic 2024 - 15:45
in Magazine
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Le superflares, esplosioni estremamente potenti che si verificano in stelle simili al Sole, avvengono mediamente ogni cento anni, liberando un’energia pari a quella di un trilione di bombe all’idrogeno. Questo dato potrebbe indicare che il Sole sia in ritardo per un fenomeno di questo tipo.

 

Gli scienziati dell’Istituto Max Planck per la Ricerca sul Sistema Solare in Germania hanno analizzato i dati del telescopio spaziale Kepler della NASA, studiando la luminosità di 56.450 stelle simili al Sole. Le variazioni nella luminosità suggeriscono che queste stelle abbiano subito potenti flare solari, ossia esplosioni di radiazioni ed energia dovute al rilascio improvviso di energia magnetica accumulata nelle loro atmosfere.

Lo studio ha evidenziato che le superflares si manifestano con una frequenza da 10 a 100 volte maggiore rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. Sono stati identificati 2.889 episodi di superflares in 2.527 stelle, confermando che una stella simile al Sole potrebbe produrre una superflare all’incirca una volta ogni secolo. Il Dr. Valeriy Vasilyev, autore principale dello studio, ha sottolineato come sia sorprendente la frequenza con cui questi eventi si verificano in stelle simili al nostro Sole.

 

Il Prof. Dr. Sami Solanki, direttore dell’MPS, ha spiegato che, non essendo possibile osservare direttamente il Sole per migliaia di anni, gli scienziati utilizzano il comportamento di altre stelle simili per stimare la frequenza delle superflares. Questo metodo fornisce una panoramica preziosa sulla possibile evoluzione dell’attività solare.

Sebbene il Sole non abbia prodotto una superflare negli ultimi cento anni, un evento simile avrebbe conseguenze catastrofiche sulla Terra. Reti elettriche globali collasserebbero, le comunicazioni radio verrebbero gravemente interrotte, i satelliti sarebbero compromessi, e sistemi essenziali come il GPS smetterebbero di funzionare.

 

L’Evento di Carrington del 1859, la tempesta geomagnetica più intensa mai registrata, offre un esempio significativo. I sistemi telegrafici presero fuoco, e l’Aurora Boreale fu visibile fino a Cuba e alle Hawai’i, illuminando il cielo al punto da permettere la lettura di giornali alla sua luce. Tuttavia, l’energia dell’evento fu solo un centesimo rispetto a quella di una superflare.

Lo studio, pubblicato su Science, suggerisce che il Sole potrebbe essere in procinto di generare una superflare, anche se le tempistiche restano incerte. La Dr.ssa Natalie Krivova, coautrice dello studio, ha sottolineato come questi dati rappresentino un promemoria della capacità del Sole di produrre eventi estremi che rientrano nel suo comportamento naturale.

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