
Il nuovo anno potrebbe portare con sé un significativo cambiamento meteo in Italia. Secondo gli ultimi aggiornamenti, l’anticiclone che ha dominato il clima nelle ultime settimane inizierà a indebolirsi con l’arrivo del 2025, aprendo la strada a una fase di maltempo.
Il Capodanno segnerà l’inizio di questo cambiamento, con l’arrivo di correnti umide da sud-ovest che porteranno nuvolosità e le prime precipitazioni leggere su Liguria, alta Toscana e Lombardia occidentale.
Tuttavia, il vero peggioramento è atteso per giovedì 2 gennaio, quando una perturbazione più intensa interesserà gran parte del Nord Italia e le regioni tirreniche.
Le precipitazioni si intensificheranno e diventeranno più diffuse, con nevicate previste sulle Alpi a quote superiori agli 800-1.000 metri. Sull’Appennino settentrionale e centrale, la neve cadrà a quote più elevate, oltre i 1.500-1.800 metri. Il maltempo persisterà anche venerdì 3 gennaio, concentrandosi particolarmente sul Nord-Est.
Per quanto riguarda gli accumuli nevosi, si prevedono circa 10 cm sopra i 1.200 metri sulle Alpi occidentali, mentre sulle Alpi centro-orientali gli accumuli potrebbero superare i 15-20 cm alla stessa quota, con picchi fino a 30 cm. Gli accumuli saranno inferiori sotto i 1.000 metri e praticamente nulli sotto gli 800 metri.
Il fine settimana vedrà un cambiamento nella circolazione atmosferica. Sabato 4 gennaio, le correnti ruoteranno dai quadranti nord-occidentali, portando instabilità lungo la costa adriatica e al Sud, mentre nel resto del paese il tempo tenderà a migliorare.
Nonostante il miglioramento, le temperature rimarranno piuttosto basse e il vento sarà una caratteristica predominante.
È importante notare che queste previsioni hanno un’attendibilità media, considerata discreta data la distanza temporale. A tale proposito vi consigliamo di seguire gli aggiornamenti nei prossimi giorni, poiché la situazione potrebbe subire variazioni.
Infine, c’è la possibilità che si instaurino correnti fredde da nord, che potrebbero portare ondate di freddo lungo il versante adriatico. Tuttavia, questa eventualità richiede ulteriori conferme e sarà oggetto di monitoraggio nei prossimi giorni.
