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E’ abbastanza delineata l’evoluzione del tempo post irruzione fredda tra il fine settimana prossimo e l’inizio della settimana successiva.

 

Lo squarcio freddo artico si porrà come sostanzialmente transitorio, benchè piuttosto incisivo, soprattutto al Centro Sud dove potrebbe esserci una bella passata di maltempo e anche di neve fino a quote basse o collinari.

Passaggio freddo transitorio, perché si proverrà da un contesto decisamente più mite, con circolazione a componente atlantica moderatamente umida, poi squarcio invernale della durata di circa 48/60 ore e, subito a seguire, repentina rimonta dell’Alta Pressione.

 

Le elaborazioni matematiche sul medio-lungo periodo danno un flusso a componente mista, subtropicale-atlantica, abbastanza prolungato sul Mediterraneo centrale e sull’Italia e, a più larga scala, anche su buona parte dell’Europa, con buona probabilità per gran parte del resto di gennaio.

Solo sul finire del mese, possibile qualche ingerenza più fredda nordatlantica, ma abbastanza incerta.

 

Per la seconda parte di gennaio, dunque, prospettive per una circolazione in prevalenza zonale, per diverse fasi a prevalente componente anticiclonica sull’Italia e sul Mediterraneo centrale, ma sembrerebbero prospettarsi anche alcune fasi caratterizzate da infiltrazioni di aria più umida e spesso mite, magari solo a tratti anche più fredda, ma senza particolare incidenza in termini di instabilità.

In linea di massima, la fase che potrebbe vedere una maggiore, generale stabilità del tempo, quindi con Alta Pressione più dichiarata, potrebbe andare dai giorni appena post irruzione fredda, quindi 15-16 gennaio, e fino al 20 del mese circa.

 

In questi 5 o 6 giorni, l’Alta Pressione, essenzialmente di matrice atlantica, potrebbe dare il massimo di sé, apportando condizioni di generare stabilità sull’Italia.

A dire il vero, nei giorni 15 e 16, persisterebbe ancora una certa instabilità sulle estreme regioni meridionali, soprattutto tra Calabria ionica, Sicilia ionica e Est e Sud Sardegna, tuttavia si tratterebbe di instabilità abbastanza circoscritta e residua, mentre sul resto del paese dominerebbe il bel tempo.

 

Dal 17 al 19/20 gennaio, verosimilmente il tempo asciutto si estenterebbe anche a questi settori più meridionali e insulari, con alcune giornate, quindi, di stabilità generalizzata.

Da tenere presente, ovviamente, una condizione termica ancora piuttosto fredda nelle ore notturne e mattutine, quindi anche con estese gelate sulle aree interne, per via di un irraggiamento diffuso e di una circolazione ancora a prevalente componente settentrionale.

 

Per il corso della terza decade di gennaio, sebbene, stando ai dati attuali, non si vedano particolari stravolgimenti barici, l’Alta Pressione potrebbe perdere progressivamente smalto.

Ciò a causa, dapprima, di moderati infiltrazione più umide oceaniche, che potrebbero portare un po’ di pioggia sparse da Nord a Sud, successivamente, ma questa è una eventualità più remota, per via di possibili correnti anche moderatamente fredde nord-atlantiche sul finire del mese.

 

Ulteriori dettagli sulla possibile evoluzione del tempo per la seconda parte di gennaio, nei nostri periodici aggiornamenti sul lungo termine.

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