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La differenza tra i regimi meteo tra Nord America ed Europa è netta. Impossibile far raffronti. Ma analizziamo il seguente fatto. Il Vortice Polare, responsabile delle intense ondate di gelo in America settentrionale, potrebbe progressivamente estendersi verso l’Europa nelle prossime settimane, un fenomeno che, per quanto non raro, resta comunque degno di attenzione.

 

Ma cosa c’entra l’introduzione?

Semplice. I modelli matematici recenti suggeriscono che, mentre il Nord America potrebbe sperimentare un aumento delle temperature verso la fine di Gennaio e l’inizio di Febbraio, in Europa potrebbe verificarsi un drastico abbassamento delle temperature, con la possibilità di una fase decisamente rigida.

 

Europa: rischio gelo

L’Alta Pressione che attualmente domina gran parte dell’Europa potrebbe rappresentare un segnale di cambiamento imminente. Questa configurazione, infatti, spesso precede il sopraggiungere di ondate di freddo, attirando verso il continente masse d’aria gelida provenienti dalla Scandinavia o dalla Russia europea.

 

Il Mediterraneo, in particolare, rappresenta un’area di grande interesse meteorologico in queste situazioni. Qui, le aree di bassa pressione possono agire come un catalizzatore, richiamando verso sud l’aria fredda accumulata nelle regioni settentrionali. Questo processo potrebbe portare anche sull’Italia condizioni meteo caratterizzate da gelo e, in alcune zone, nevicate fino a bassa quota.

 

Le incognite dell’Inverno

Ad oggi, però, è impossibile prevedere con certezza se quest’inverno vedrà un’ondata di gelo paragonabile a quella del 2012 p del 2018, tanto per citarne due moderatamente tardive. Gli attuali modelli di previsione mostrano che il vortice polare, pur indebolendosi, potrebbe non raggiungere l’Europa con la stessa intensità.

 

Le ondate di gelo in Europa sono fenomeni complessi, influenzati da una molteplicità di fattori, tra cui l’attività dell’Anticiclone delle Azzorre, le correnti del Jet Stream, e la posizione delle basse pressioni nel Mediterraneo. Ogni variabile può determinare differenze significative nelle condizioni meteo finali.

 

Fine Gennaio e Febbraio: il cuore dell’Inverno

Nonostante le incertezze, vale la pena ricordare che i picchi più bassi di temperatura in Italia si registrano tipicamente tra la fine di Gennaio e i primi giorni di Febbraio. È proprio in questo periodo che si concentrano le maggiori ondate di freddo, con episodi storici che hanno segnato profondamente il clima della Penisola.

 

In Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ad esempio, le nebbie gelide e le gelate notturne sono un fenomeno frequente, mentre lungo l’Appennino centrale e nelle Alpi, la neve raggiunge spesso accumuli considerevoli. Anche le regioni meridionali e insulari non sono immuni: l’arrivo di correnti fredde da nord-est può portare nevicate fino a quote collinari in Calabria e Sicilia, e in alcuni casi anche a livello del mare. Insomma, un quadro meteo invernale a tutti gli effetti.

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