
La fase di maltempo che dovrebbe interessare l’Italia a cominciare dal pomeriggio di domenica potrebbe essere, per una volta, una sorta di apripista verso condizioni meteo finalmente più consone al periodo. I principali modelli previsionali (GFS, ECMWF, UKMO) iniziano infatti a mostrare segnali convergenti sull’arrivo delle correnti perturbate atlantiche. Dopo un periodo di stasi anticiclonica e piuttosto mite, si aprirebbe la strada verso una situazione nettamente più tipica di metà ottobre, con precipitazioni diffuse e persistenti.
È ancora presto per parlare di una svolta definitiva, nel senso che non possiamo escludere l’arrivo di nuovi anticicloni tra una settimana. Ciò non toglie che, alla luce di quanto emerge dai modelli, si tratta di un segnale da osservare con attenzione: potrebbe rappresentare il primo passo verso una stagione che fino ad adesso ha dato molto poco per quanto riguarda le piogge diffuse, complici i troppi anticicloni e soprattutto i fenomeni meteo violenti e circoscritti.
Piogge in arrivo
Se l’evoluzione prevista venisse confermata, e la probabilità sta crescendo di giorno in giorno, le prime precipitazioni interesseranno le aree occidentali per poi diffondersi su quasi tutte le regioni tirreniche. Ne consegue che le zone più piovose sarebbero il Nord-Ovest, il versante tirrenico e le Isole Maggiori, con la Sicilia tra le aree che potrebbero beneficiare maggiormente del ritorno delle piogge.
In una prima fase, i fenomeni potrebbero risultare ancora discontinui (domenica e lunedì), ma sarebbero se non altro piogge apripista, capaci di anticipare un possibile peggioramento più organizzato qualora la circolazione occidentale riuscisse a consolidarsi nei giorni successivi, ovvero soprattutto tra martedì 20 e giovedì 22.
Dobbiamo subito chiarire un concetto importante: molto dipenderà dalla capacità delle correnti atlantiche di mantenersi attive sul continente europeo e anche dalla risposta degli anticicloni. Sicuramente, dopo essere stati i dominatori per mesi, stavolta per diversi giorni potrebbero non far visita all’Italia, ma non si tratta di un cambiamento di pattern definitivo, perché nelle tendenze meteo verso gli ultimissimi giorni di ottobre e i primi di novembre potrebbe esserci di nuovo un periodo asciutto.


Neve sulle Alpi, ma clima non freddo
Il ritorno delle correnti atlantiche non significa necessariamente freddo. La configurazione ipotizzata, infatti, sarebbe più favorevole al ripristino di condizioni autunnali. Si tratterebbe di veri e propri fronti caldi, con piogge diffuse e temperature massime che rimarrebbero comunque ben al di sopra dei 10°C nelle zone di pianura, con valori di 13-15°C. Questo vuol dire che la quota neve non dovrebbe scendere quasi mai al di sotto dei 2000 metri, attestandosi per lo più oltre i 2500 metri. Sulle Alpi sarebbe l’occasione per delle vere e proprie imbiancate generose.
Dal punto di vista delle risorse idriche, precipitazioni così diffuse e persistenti sarebbero senz’altro una notizia positiva: bacini, dighe e invasi potrebbero beneficiare di nuovi apporti, soprattutto se il peggioramento fosse seguito da altre perturbazioni.

Il 20 ottobre sarà una data essenziale
Martedì prossimo potrebbe risultare una data cardine, perché molto dipenderà dal capire se sarà effettivamente l’inizio di una fase piovosa oppure soltanto una parentesi di un paio di giorni, seguita di nuovo dall’anticiclone. La vera incognita sarà capire se le perturbazioni riusciranno a consolidare la propria presenza oppure se l’alta pressione tornerà a bloccarne l’avanzata.
Per una volta, siamo propensi a dire che arriveranno finalmente delle precipitazioni di stampo autunnale. Nessuno di noi auspica l’eccesso, con alluvioni e allagamenti, ma ricordiamo che è essenziale il ritorno delle piogge in pianura e della neve in quota, se non altro per rimpinguare le falde. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire quanto durerà questo periodo umido e piovoso.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
