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Meteo, rischio di una nuova “raffica di supercelle” nel Nord Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
22 Mar 2025 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Le condizioni meteo primaverili giocano un ruolo cruciale nel determinare eventi estremi come le SUPERCELLE, fenomeni violenti che possono sfociare in GRANDINE di grandi dimensioni e in pericolosi TORNADO. Le SUPERCELLE in ITALIA non sono frequenti come nelle GRANDI PIANURE NORDAMERICANE (l’ultima ondata di maltempo ha generato 120 tornato e ucciso 50 persone), ma quando si sviluppano possono causare danni ingenti. Uno dei motivi per cui questi intensi temporali risultano assai più rari nel nostro territorio risiede nella complessa interazione tra fattori atmosferici, orografia e presenza di masse d’aria con caratteristiche diverse. Tuttavia, quando i parametri si allineano, il meteo può trasformarsi in una vera minaccia per molte regioni, come è accaduto in passato in EMILIA ROMAGNA, PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO, FRIULI.

 

Perché una SUPERCELLA possa manifestarsi, sono necessarie diverse condizioni fondamentali. Innanzitutto, serve un significativo WIND SHEAR positivo, vale a dire una variazione di direzione dei venti in senso orario con la quota. Questa rotazione del vento, unita a uno SPEED SHEAR positivo – ovvero venti più intensi in quota rispetto a quelli al suolo – consente all’UPDRAFT del temporale di acquisire un moto rotatorio in senso antiorario, dando origine a un MESOCICLONE. Senza una robusta differenza di velocità tra i piani bassi e le altitudini superiori, la SUPERCELLA faticherebbe a mantenersi attiva a lungo, poiché l’asse del temporale non rimarrebbe inclinato a sufficienza per tenere separate le correnti ascensionali da quelle discendenti.

 

Un altro requisito determinante è rappresentato dall’ARIA CALDA e dall’elevata UMIDITÀ nei bassi strati, elementi che forniscono l’energia necessaria a generare CORRENTI ASCENSIONALI imponenti. In aggiunta, la presenza di ARIA FREDDA in quota e di venti vigorosi alle altitudini superiori amplifica il richiamo dell’aria verso l’alto, favorendo lo sviluppo di GRANDINE. Un ulteriore aspetto da considerare è la CAPPING INVERSION, ossia un’inversione termica che può trattenere l’aria calda negli strati bassi. Tale “tappo” permette all’energia di accumularsi prima di liberarsi improvvisamente, alimentando la nascita di SUPERCELLE particolarmente potenti.

 

La SUPERCELLA è riconoscibile per la presenza di un MESOCICLONE organizzato e di NUBI ACCESSORIE peculiari. Si può osservare una WALL CLOUD, ovvero una sezione abbassata della base del temporale, libera dalle precipitazioni e spesso associata all’origine dei TORNADO. Un’altra caratteristica è la TAIL CLOUD, nube a forma di coda che connette la zona delle precipitazioni al MESOCICLONE, mostrando il flusso d’aria aspirato nel vortice. Sono inoltre cruciali il FORWARD FLANK DOWNDRAFT (FFD) e il REAR FLANK DOWNDRAFT (RFD), settori di corrente discendente che influenzano l’equilibrio della SUPERCELLA e favoriscono in certi casi la formazione di TORNADO.

 

Si distinguono principalmente tre categorie di SUPERCELLE. Le SUPERCELLE CLASSICHE presentano un chiaro divario tra il MESOCICLONE e l’area di precipitazione, spesso danno vita a GRANDINE molto voluminosa e sono inclini alla genesi di TORNADO. Le SUPERCELLE HIGH PRECIPITATIONS (HP), invece, hanno precipitazioni abbondanti che possono cadere anche sul MESOCICLONE stesso, riducendo la probabilità di GRANDINE enorme e la probabilità di intense trombe d’aria, sebbene non sia impossibile che si generino fenomeni vorticosi. Le SUPERCELLE LOW PRECIPITATIONS (LP), infine, mostrano precipitazioni scarse ma hanno la capacità di produrre GRANDINE di grandi dimensioni, mentre risultano meno propense a generare TORNADO.

 

In ITALIA, regioni come la PIANURA PADANA possono fornire un ambiente favorevole allo sviluppo di SUPERCELLE, grazie alla combinazione di masse d’aria calda e umida, venti di bassa quota provenienti dal MAR ADRIATICO e correnti più fredde in arrivo dalle Alpi. Un esempio recente si è verificato in EMILIA ROMAGNA, dove una singola SUPERCELLA ha generato ben cinque TORNADO. Le rotazioni multiple hanno seminato A a tratti danni alle cose in zone rurali, danneggiando i tetti di alcune abitazioni e alle coltivazioni. Alcuni chicchi di GRANDINE hanno raggiunto un diametro di 5-7 centimetri, un valore estremamente pericoloso per veicoli, raccolti agricoli e strutture urbane. In contemporanea, 24-48 ore prima la TOSCANA ed il crinale EMILIANO ROMAGNOLO, fin sino alla pianura, avevano affrontato intense precipitazioni alluvionali. Una condizione che ha allertato nuovamente la PROTEZIONE CIVILE in queste ore, specie in TOSCANA.

 

Insomma, la complessità delle SUPERCELLE in ITALIA risiede nella varietà di condizioni atmosferiche che devono intrecciarsi perfettamente per consentire la formazione di fenomeni così estremi. Ma i cambiamenti climatici, soprattutto al Nord Italia stanno offrendo quelle condizioni meteo che in passato erano rare, e che ora diventano sempre più frequenti, ma non solo, più acute. Si veda l’escalation di temporali con tornado, grandine gigante, vento di uragano nella fine di luglio 2023. La LOMBARDIA fu colpita duramente con vittime, danni alle cose, la chiusura di una grossa stazione ferroviaria come quella di MONZA, e poi fu il turno di MILANO città, colpita da un fortunale la cui intensità non è mai stata osservata prima, e che ha abbattuto molte migliaia di alberi. Una strage mai vista a Milano.

 

Quando l’ARIA CALDA, la CAPPING INVERSION, il WIND SHEAR e la presenza di fonti di sollevamento (come fronti o rilievi montuosi) si combinano in maniera ottimale, il meteo può dare vita a TORNADO distruttivi e a GRANDINE pericolosa. Se da un lato tali eventi risultano più rari rispetto alle grandi pianure del Nord America, dall’altro non vanno sottovalutati, poiché i danni possono essere significativi per l’economia locale e per la popolazione. Ogni episodio fornisce un’opportunità di studio per capire meglio la dinamica di queste tempeste, migliorare i sistemi di allerta e affinare la consapevolezza del rischio. Il meteo rimane dunque un fattore determinante nel plasmare l’impatto di fenomeni straordinari come le SUPERCELLE sul territorio italiano.

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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