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Meteo di Maggio sconvolto: rischio grandinate e supercelle su mezza Italia

Luca Martini di Luca Martini
14 Mag 2025 - 15:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Maggio 2025 tra instabilità, aria fredda in quota e temporali esplosivi

Il meteo di questo Maggio continua a sorprendere per l’intensità e la varietà dei fenomeni atmosferici. Dopo una prima metà del mese segnata da piogge abbondanti, temperature sotto media e vortici ciclonici di stampo autunnale, il periodo tra il 15 e il 28 Maggio si prepara a introdurre un nuovo protagonista: la grandine. E non una grandine qualsiasi, ma quella più temuta, ovvero super grandinate prodotte da temporali ad alta energia, in grado di scaricare in pochi minuti chicchi di grandi dimensioni e causare danni significativi.

Le condizioni atmosferiche previste nei prossimi giorni sono infatti favorevoli alla formazione di sistemi temporaleschi molto organizzati, alimentati da forti contrasti termici, umidità abbondante nei bassi strati e la presenza di aria fredda in quota, con valori fino a -12°C a circa 5500 metri di altitudine. Un mix che rappresenta il carburante perfetto per lo sviluppo di cumulonembi a forte sviluppo verticale, capaci di generare grandine di 3-5 cm o più.

 

Come si forma la grandine: il laboratorio della nube

Il processo di formazione della grandine è legato a una dinamica precisa: il riscaldamento del suolo, nelle ore più calde della giornata, attiva moti convettivi intensi. L’aria calda e umida sale e incontra aria più fredda in quota, dando origine a correnti ascendenti potenti, che sospingono le gocce d’acqua fino a quote gelide. Qui si formano i nuclei di grandine, che vengono continuamente rigettati all’interno della nube, crescendo di volume. Quando il loro peso supera la forza delle correnti verticali, cadono al suolo, talvolta con violenza distruttiva.

 

Le zone più a rischio: dove colpiranno le grandinate più violente

Il periodo più critico si concentrerà tra metà e fine Maggio, con alcune giornate chiave tra il 17-18 e il 22-24 Maggio, in cui i modelli evidenziano picchi di instabilità atmosferica e potenziale convettivo molto elevato. Tra le aree italiane maggiormente esposte spiccano:

La Pianura Padana occidentale e centrale, con le province di Alessandria, Pavia, Piacenza, Lodi e Modena, storicamente soggette a eventi grandinigeni primaverili. Qui, la combinazione tra umidità, vicinanza all’arco alpino e l’arrivo di fronti perturbati da ovest renderà possibile la formazione di supercelle in grado di produrre chicchi superiori ai 3 cm.

Il Triveneto, in particolare il Veneto prealpino, il Friuli occidentale e parte del Trentino meridionale, vedrà condizioni favorevoli per grandinate diffuse, con possibili accumuli al suolo e danni localizzati.

Le zone interne dell’Italia centrale, come l’Umbria, le Marche, il Lazio orientale, ma anche i rilievi della Toscana e dell’Abruzzo, potranno essere interessate da temporali a sviluppo diurno molto violenti, con episodi grandinigeni anche in aree urbane.

Le aree interne del Sud, tra Campania, Basilicata e Puglia centro-settentrionale, subiranno l’effetto di convergenze locali tra brezze e venti dominanti, che possono innescare temporali improvvisi, spesso accompagnati da chicchi di oltre 4-5 cm come già registrato in eventi simili nel passato recente.

La Calabria settentrionale e la Sicilia orientale, in condizioni particolari, vedranno lo sviluppo di celle temporalesche capaci di generare grandinate localizzate, specie sulle colline interne del Catanese e sul versante tirrenico del Messinese.

 

Supercelle in agguato: tempeste estive con un mese d’anticipo

Il rischio più concreto nei prossimi giorni è legato alla possibile formazione di supercelle, ossia temporali rotanti estremamente organizzati. Si tratta di strutture che possono durare ore, spostandosi anche per decine di chilometri, e che sono in grado di produrre grandine di grande diametro, downburst violenti, trombe d’aria e piogge torrenziali concentrate. Alcuni dei casi più eclatanti negli ultimi anni sono avvenuti proprio nel mese di Maggio, con impatti severi su agricoltura, trasporti e abitazioni.

 

Danni da grandine: un problema in crescita

Le grandininate intense non sono solo spettacolari da osservare, ma rappresentano un rischio economico e ambientale crescente. Le coltivazioni agricole sono tra le prime vittime: vigneti, frutteti, cereali, serre, ma anche impianti fotovoltaici e veicoli esposti. Bastano pochi minuti per compromettere un raccolto, provocare rotture sui parabrezza e buchi nei tetti in lamiera o plastica.

Negli ultimi anni, le compagnie assicurative segnalano un aumento delle richieste di risarcimento legate a eventi grandinigeni, soprattutto nella stagione primaverile. Il riscaldamento globale, con l’aumento dell’energia disponibile in atmosfera, è un fattore chiave che alimenta questa evoluzione verso un meteo sempre più estremo.

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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