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Dieci anni di Estati infernali: il 2025 conferma la tendenza meteo, il futuro sarà peggio

Piero Luciani di Piero Luciani
21 Giu 2025 - 15:20
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’impatto delle ondate di calore estreme: un decennio di meteo infuocato

Negli ultimi dieci anni l’Italia ha vissuto un progressivo aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore, in particolare quelle di origine africana. Il meteo estivo si è trasformato: i periodi con temperature estreme, che un tempo erano episodi brevi e occasionali, oggi si ripetono ogni anno con maggiore regolarità, colpendo soprattutto le grandi città, le pianure interne e le isole maggiori. Dietro questo trend non ci sono solo fluttuazioni stagionali, ma cambiamenti strutturali del clima mediterraneo, osservati e analizzati da numerosi centri di ricerca meteorologica e climatica come ECMWF e NOAA.

 

Quando arrivano le fiammate africane e quanto durano

Nel decennio dal 2015 al 2024, la maggior parte delle ondate di calore africano si è concentrata tra la fine di GIUGNO e la seconda metà di LUGLIO, ma non sono mancate anomalie significative anche ad AGOSTO e SETTEMBRE. Le irruzioni calde più precoci si sono verificate nel GIUGNO 2022 e nel GIUGNO 2019, mentre il 2021 ha visto un’aggressiva estensione del caldo fino a inizio SETTEMBRE, con temperature costantemente superiori alla media.

La durata media di queste ondate è aumentata: se dieci anni fa si trattava spesso di episodi di 2-3 giorni, oggi è comune osservare persistenze di 7-10 giorni consecutivi, con valori termici superiori ai 38°C in molte località e picchi di 44-46°C in zone interne di SICILIA, SARDEGNA e BASILICATA.

 

Le regioni più colpite: un’Italia a due velocità

Il Centro-Sud è l’area italiana maggiormente esposta agli effetti delle ondate di calore di matrice africana. In particolare, la PUGLIA e la CALABRIA ionica subiscono il doppio effetto dell’aria rovente in arrivo dal Nord Africa e della compressione adiabatica legata alla subsidenza dell’anticiclone. La SARDEGNA interna, specie tra Oristano e Sassari, registra ogni estate alcuni dei valori più alti d’Europa.

Anche la PIANURA PADANA, però, è diventata una delle zone più vulnerabili, soprattutto per la combinazione tra caldo e umidità. Città come Milano, Bologna, Cremona e Ferrara sperimentano sempre più spesso notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 25°C e livelli di disagio termico particolarmente critici per la popolazione più fragile.

Le aree appenniniche e alpine, pur essendo meno coinvolte dalle temperature estreme, iniziano a mostrare segnali di trasformazione. Le estati diventano più lunghe anche in quota, con lo scioglimento precoce delle nevi residue e un aumento della temperatura media stagionale fino a +2,5°C rispetto alla media storica.

 

Il ruolo dell’anticiclone subtropicale nei nuovi equilibri meteo

Il protagonista di queste ondate di calore è l’anticiclone subtropicale africano, una struttura barica che negli ultimi anni ha guadagnato in forza e durata. Questo sistema meteorologico, un tempo limitato al Nord Africa, riesce oggi a risalire con più facilità verso l’Europa centro-meridionale, sospinto anche dai cambiamenti nella circolazione atmosferica globale. Le anomale risalite del fronte subtropicale, sempre più frequenti a GIUGNO e LUGLIO, portano con sé masse d’aria sahariana che colpiscono in modo diretto il bacino del Mediterraneo centrale.

 

Estate 2025: la conferma della tendenza al caldo estremo

L’estate 2025 sembra non voler trasgredire alle nuove regole del clima estiva italiano. GIUGNO è partito subito con un’ondata di caldo africano ed ha proseguito sulla stessa falsariga, con solo qualche giorno di parziale refrigerio nelle zone più colpite dall’instabilità temporalesca. E il prosieguo del mese non sembra proprio voler svoltare, bensì proseguire con una fase calda ancora più estrema.

Secondo proiezioni affidabili, come quelle offerte dall’ECMWF, questa tendenza meteo-climatica potrebbe intensificarsi nei prossimi anni, portando a stagioni estive più lunghe, più calde e con meno interruzioni piovose, soprattutto nelle regioni centro-meridionali.

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Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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