L’anticiclone africano si prepara a dominare l’Italia senza interruzioni significative fino ai primi giorni di luglio, intensificando il caldo estivo già dominante. Solo qualche temporale isolato sull’Arco Alpino riuscirà a scalfire marginalmente questa cupola di calore che si sta consolidando sul Mediterraneo centrale.
L’escalation termica è appena iniziata e promette di essere un crescendo inarrestabile. Le temperature sono destinate a salire ulteriormente, con punte di 40 gradi che diventeranno sempre più frequenti nelle zone interne. Il prossimo weekend segnerà un nuovo picco di intensità, con un mix particolarmente fastidioso tra caldo estremo ed elevati tassi di umidità.
La configurazione atmosferica responsabile di questa situazione deriva dalla presenza di un piccolo vortice sul comparto iberico che sta convogliando verso nord il flusso di calore sahariano. Dopo aver investito la Francia, questa massa d’aria rovente si sta spostando verso l’Italia, portando con sé temperature in ulteriore aumento già da metà settimana.
Quello che rende particolarmente preoccupante questo episodio è la durata eccezionale dell’anticiclone. Mentre sulla Francia il caldo potrebbe essere parzialmente attenuato da qualche temporale, sull’Italia e sul bacino centrale del Mediterraneo la struttura di alta pressione è destinata a mettere radici profonde, bloccandosi in una posizione ideale per alimentare il surriscaldamento.
Il cuore dell’alta pressione si posizionerà proprio sull’Italia durante il weekend, creando le condizioni per un duplice effetto termico: l’aria calda in quota e gli elevatissimi geopotenziali esalteranno il riscaldamento per compressione. Questo fenomeno, conosciuto come subsidenza, porta a un ulteriore aumento delle temperature anche senza apporti diretti di aria calda dall’esterno.
Ricerche pubblicate su Climate Dynamics evidenziano come questi pattern anticiclonici stazionari stiano diventando sempre più frequenti e persistenti nel Mediterraneo, con una tendenza all’aumento della loro durata media del 25% negli ultimi due decenni.
La persistenza dell’anticiclone assume connotati eccezionali per questo periodo dell’anno. Non ci sarà scampo dal caldo per molti giorni consecutivi, con un progressivo aumento dell’afa che renderà l’aria sempre più irrespirabile, soprattutto durante le ore notturne. Le aree urbane più grandi pagheranno il prezzo più alto a causa dell’effetto isola di calore, amplificato dal ristagno dell’aria tipico delle situazioni anticicloniche.
Il mare sta accumulando quantità eccezionali di calore, un fattore che contribuirà a mantenere elevate le temperature minime notturne e ad alimentare l’umidità atmosferica. Il Mediterraneo, infatti, sta registrando temperature superficiali superiori alla media di 2-3 gradi rispetto agli anni passati.
Di questo passo, giugno 2025 si avvia a chiudere tra i più caldi di sempre, sulla scia dei mesi record del 2003 e del 2022. Il meteo continuamente rovente di queste prime settimane è più tipico del pieno dell’estate, quando luglio e agosto raggiungono normalmente i loro picchi termici. L’anticipo di questa intensità termica lascia presagire un’estate particolarmente impegnativa.
L’anomalia termica deve ancora raggiungere il suo apice, secondo le proiezioni modellistiche che vedono un ulteriore consolidamento della struttura anticiclonica nei prossimi giorni. L’assenza di correnti perturbate atlantiche in grado di scalfire questa configurazione rende praticamente certa la persistenza di condizioni meteo estreme almeno fino al 4-5 luglio.