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Per comprendere le ondate di calore che colpiscono l’Italia e l’Europa non basta guardare il termometro al suolo. Serve salire in quota, esattamente a circa 1500 metri di altitudine, dove si trova il livello atmosferico noto come quota 850 hPa. In ambito meteo, è proprio qui che si osservano i segnali più chiari dell’arrivo di una heat dome e dei fenomeni di caldo eccezionale.

 

Cos’è la quota 850 hPa e perché è così importante

Il livello di 850 hPa rappresenta una pressione atmosferica intermedia, generalmente collocata tra i 1400 e i 1600 metri sopra il livello del mare. È considerato un piano ottimale per analizzare l’andamento termico senza l’influenza diretta della superficie del suolo, dove fattori come vegetazione, tipo di suolo o urbanizzazione possono alterare le misurazioni.

A questo livello si valutano le masse d’aria che governano il clima a scala sinottica. Un’ondata di caldo estivo si annuncia spesso con l’arrivo di isoterme molto alte proprio a questa quota: valori superiori a +20 °C sono già indicativi di condizioni anomale, mentre quando si superano i +24 o +25 °C, il rischio di temperature massime oltre i 38–40 °C al suolo diventa concreto.

 

La soglia dei +20 °C: l’inizio della soglia d’attenzione

Quando i modelli previsionali iniziano a segnalare temperature alla quota 850 hPa superiori ai +20 °C, gli esperti di meteorologia accendono un primo campanello d’allarme. A questi valori corrispondono generalmente, in condizioni di cielo sereno e assenza di vento, temperature massime al suolo superiori ai 33–35 °C, con un impatto significativo anche sull’afa percepita.

Se la massa d’aria rovente persiste e l’anticiclone si rinforza, le temperature alla quota 850 hPa possono salire ulteriormente, segnando il consolidamento di una heat dome. In questi casi, l’atmosfera si comporta come una cupola chiusa all’esterno: niente pioggia, niente vento, solo accumulo continuo di calore nei bassi strati.

 

L’Italia e la quota 850 hPa: i casi recenti

Negli ultimi anni, l’Italia ha vissuto diverse ondate di calore estreme legate a isoterme record a 850 hPa. A LUGLIO 2023, ad esempio, in occasione di una delle heat dome più intense mai osservate nel Mediterraneo, si sono registrati valori di +28 °C alla quota 850 hPa sopra la Sicilia: un dato straordinario, che ha preceduto temperature al suolo fino a 47 °C in alcune aree interne dell’Isola.

Anche la Val Padana, nei periodi di stasi atmosferica, è particolarmente sensibile a questi parametri in quota: basta una +24 °C stabile per giorni per portare le massime a 38–39 °C tra Milano, Bologna e Mantova, con notti tropicali estese e umidità altissima.

 

Modelli numerici e mappe: dove leggere le isoterme in quota

Per visualizzare le mappe a 850 hPa si può fare riferimento a numerosi siti meteo che elaborano i dati dei modelli matematici di previsione, come ECMWF E GFS: tra questi vi è anche la sezione mappe del sito meteogiornale.

Queste mappe mostrano le isoterme colorate in gradi Celsius, tracciando con precisione l’avanzata delle masse d’aria calda dal Sahara fino all’Europa centrale. L’osservazione quotidiana della quota 850 hPa è uno degli strumenti più affidabili per prevedere ondate di calore anche con 5–10 giorni di anticipo.

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