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Famigliola in spiaggia sotto il caldo africano

Vacanze al mare, il caldo cambia le regole: settembre diventa il mese giusto

L’estate non sembra più la stagione ideale per fare le vacanze, soprattutto se si va al mare. Molti di voi sono tornati dalle ferie al mare e hanno potuto vivere parecchie giornate in spiaggia. Conviene davvero, con il caldo di una stagione estiva divenuta così eccessivamente rovente? Molto probabilmente sarebbe opportuno, per fasce climatiche come la nostra, rivedere e rimodulare il periodo delle nostre vacanze e la scelta di recarci al mare, perché comunque abbiamo una vocazione turistica verso le spiagge e verso il mare.

 

Settembre, la stagione intermedia che convince

Le stagioni intermedie offrono una risposta, e settembre potrebbe essere il mese ideale per poter andare al mare con temperature dell’acqua ancora elevate e, soprattutto, numerosissime giornate di bel tempo e temperature estive. Questa tendenza sta prendendo piede, e chi effettivamente ha la possibilità di sfruttare dei giorni di ferie durante il mese di settembre si sposta proprio in questo periodo e gode di un clima che ad agosto non avrebbe potuto trovare. Va comunque messo in conto che anche il nono mese dell’anno, ormai, si presenta più caldo della norma.

In questi giorni va detto che in alcune aree geografiche, in particolare al Centro-Sud Italia e sulle Isole Maggiori, la calura è ancora veramente eccessiva, e tra le altre cose c’è anche un tasso di umidità altissimo, quindi si patisce parecchio l’afa. Il clima, in realtà, è la vera novità: è fatto di temperature elevate e di umidità crescente.

 

Giugno resta il mese meno afoso

Se si volesse un mare caldo, anche molto caldo, ma con un’umidità dell’aria meno elevata, il periodo ideale è praticamente giugno. Con il tempo che va avanti, infatti, nel periodo di luglio e poi di agosto l’umidità atmosferica aumenta perché il Mar Mediterraneo si surriscalda. Tuttavia, le finestre temporali in cui poter andare al mare e godere di quel clima piacevole che si poteva trovare in passato si sono sensibilmente ridotte.

 

Spiagge tropicali e stress da calore

I mari italiani sono divenuti tropicali, e altrettanto lo sono le spiagge. Stare sotto l’ombrellone con una temperatura dell’aria misurata dalle stazioni meteorologiche superiore ai 35°C comporta che sotto quell’ombrellone ci siano temperature anche di oltre 40°C. Sarà pure vero che in riva al mare può soffiare la brezza marina, ma la calura resta eccessiva e questo comporta anche uno stress psicofisico. Molto spesso non ci si rende conto, ma a fine giornata, quando si torna dal mare, in tanti sostengono di essere stanchi, come se avessero faticato, come se avessero svolto chissà quale attività: invece hanno trascorso molte ore sotto l’ombrellone e hanno fatto diversi bagni. Accade perché il calore crea quelle condizioni psicofisiche di stress ampiamente indicate dagli scienziati, ampiamente spiegate, che determinano questa situazione di fatica. Sono gli stessi meccanismi che, nei casi più seri, portano al colpo di calore.

Bisogna quindi cambiare destinazioni: se le ferie ce le abbiamo ad agosto, occorre scegliere mete meno roventi, soprattutto per chi patisce il caldo e ancor più per le persone che hanno determinate problematiche di salute o una certa età. Chi ha dei bambini piccoli, per esempio, dovrebbe evitare di andare al mare con temperature atroci. Mi è capitato di sentire di persone che sono andate in spiaggia con la temperatura attorno ai 40°C: sono scelte non coerenti con quello che dice la scienza sanitaria. La vacanza, la spiaggia, andare in mare devono essere qualcosa di salutare, non sottoporre il corpo a uno stress.

 

I più piccoli patiscono in silenzio

Un bimbo sotto un anno di età non può neanche parlare, non può neanche dirvi che patisce il caldo: lo patisce in silenzio, e molti genitori di questo non si rendono conto. Mi hanno raccontato di una famigliola con un bimbo di appena tre mesi sotto l’ombrellone con una temperatura dell’aria di 38°C: sotto quell’ombrellone ce n’erano almeno 45, di gradi Celsius. I bambini hanno sistemi di termoregolazione non ancora efficienti come quelli degli adulti e quindi possono andare incontro a un colpo di calore.

Non dico di non andare più al mare, bensì di valutare bene che temperature ci sono. Ormai in tanti svolgiamo attività all’esterno e, considerando le temperature e il clima che fa, la spiaggia è forse uno degli ultimi luoghi dove andare quando il caldo è terrificante come è stato quest’estate, come è accaduto anche in questi giorni su alcune regioni italiane e come si ripete a ogni ondata di calore. Ora bisogna rimodulare, come dicevo, i periodi in cui andare in vacanza e soprattutto dove andare, come andare, gli orari in cui recarsi in spiaggia, perché comunque la spiaggia e il mare fanno bene anche alla nostra salute. Allo stesso tempo, però, recarci sul litorale con condizioni climatiche estremamente disagevoli non fa di certo bene, soprattutto ai bambini e agli anziani, ma neppure ai giovani. E sono proprio i giovani a non rendersene conto.

 

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