EnteroMix, il cosiddetto “vaccino russo contro il cancro”, continua a far discutere dopo la pubblicazione dei risultati positivi nei test preclinici e l’avvio della sperimentazione clinica sull’uomo, che aveva acceso grandi speranze. Nel fine settimana, però, alcuni post sui social e alcuni media hanno diffuso informazioni fuorvianti, sostenendo che EnteroMix avesse dimostrato “un’efficacia del 100 per cento nei test clinici” e fosse ormai pronto all’uso. Queste affermazioni non corrispondono alla realtà.
Già a giugno era stato annunciato che il trattamento aveva dato buoni risultati soltanto nella fase preclinica (studi su cellule e animali) e non sugli esseri umani. Gli effetti reali sull’uomo sono ancora del tutto sconosciuti: la strada verso una possibile terapia è appena iniziata.
Che cos’è EnteroMix?
Sviluppato presso il Centro nazionale russo di ricerca medica e radiologica, EnteroMix viene presentato come “vaccino oncolitico”. La parola vaccino può trarre in inganno: non si tratta di un preventivo, ma di un potenziale trattamento per pazienti già malati di cancro. Il principio è innovativo: EnteroMix contiene quattro virus non patogeni, cioè innocui per l’uomo, progettati per distruggere direttamente le cellule tumorali e attivare il sistema immunitario del paziente contro il tumore.
Le notizie fuorvianti
Durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (18–21 giugno 2025), i ricercatori hanno comunicato che EnteroMix aveva mostrato un’efficacia del 100 per cento in specifici modelli animali. Alcuni media hanno rilanciato quelle parole nel fine settimana come se si trattasse di un nuovo annuncio e, soprattutto, come se i risultati riguardassero già i pazienti umani. In realtà, non c’è ancora alcuna prova di efficacia sull’uomo e EnteroMix è ben lontano dall’essere pronto all’uso.
I risultati della fase preclinica
Per anni i ricercatori hanno lavorato su modelli cellulari e animali. In questi test, EnteroMix ha dimostrato di poter rallentare la crescita dei tumori e in alcuni casi persino eliminarli. In diversi studi è stata osservata una riduzione delle masse tumorali del 60–80 per cento, con casi di successo completo in certi modelli animali. Gli effetti tossici e i danni agli organi risultavano molto contenuti. Questi risultati hanno permesso di passare alla fase clinica, ossia alla sperimentazione sull’uomo.
I test sull’uomo: fase I
Tre mesi fa è stata avviata la fase I della sperimentazione clinica con 48 volontari. Si tratta del primo passo di un percorso lungo e complesso:
- Fase I: verifica della sicurezza del trattamento, con un piccolo gruppo di volontari (20–100 persone).
- Fase II: valutazione dell’efficacia e degli effetti collaterali, su 100–300 pazienti.
- Fase III: confronto con le terapie standard su larga scala e raccolta dati a lungo termine.
Solo al termine di tutte e tre le fasi, se superate con successo, un nuovo trattamento può essere approvato dalle autorità sanitarie e diventare disponibile.
Non è un vaccino mRNA
Un’altra imprecisione diffusa online riguarda la tecnologia. Alcuni post hanno presentato EnteroMix come vaccino a mRNA, simile a quelli sviluppati contro il Covid-19. In realtà non c’entra nulla. I vaccini a mRNA funzionano fornendo alle cellule le istruzioni per produrre una specifica proteina. EnteroMix, invece, utilizza virus innocui per distruggere direttamente le cellule tumorali e stimolare la risposta immunitaria: un approccio completamente diverso, definito appunto “oncolitico”.
Per ora le notizie che parlano di “cura pronta” o di “100 per cento di successo sull’uomo” non sono altro che fake news.