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Inverno 2025-26 sotto osservazione: il Vortice Polare dà i primi segnali

Andrea Meloni di Andrea Meloni
02 Set 2025 - 19:39
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) In questi giorni si è parlato di Vortice Polare. Direte: è assai prematuro, fa caldo, c’è un clima estivo, anzi no, ci sono dei temporali… estivi. Insomma, l’inverno è lontano: come fate a sapere se avremo il Vortice Polare durante la stagione invernale?

 

Ebbene, il Vortice Polare, state certi, ci sarà, perché quello, comunque fa parte di uno degli elementi che compongono la circolazione atmosferica terrestre. Tuttavia, il Vortice Polare ha un comportamento che altera, nel corso della stagione invernale, il clima di alcune aree del nostro Emisfero, soprattutto quando diventa instabile.

 

Il Vortice Polare, per intenderci, è una circolazione atmosferica in alta quota, non è una bassa pressione che si trova sul Polo Nord, ovvero sulla banchisa polare; è tutt’altro. Però, qui, in questo contesto, è necessario semplificare le cose e quindi parliamo, in generale, di Vortice Polare.

Il Vortice Polare ha una peculiarità estremamente importante, essendo il motore del freddo invernale.

 

Attenzione: nel nostro Emisfero, in aggiunta al Vortice Polare, abbiamo un altro motore del freddo, che è quello che si realizza in Siberia. Ora, in settembre, in Siberia avremo un rapidissimo abbassamento della temperatura, che si porterà, durante il pieno inverno, fino a scendere sotto i -60 °C nel settore più orientale e più rigido, un’area distantissima da noi. Tuttavia, molto più a ovest si registrano temperature che scendono anche a -50 °C e, non solo, anche più a nord della Siberia, come ad esempio nel Circolo Polare Artico, in prossimità della Russia, da noi possono giungere ondate di freddo molto importanti, soprattutto da est, quelle della Siberia, che vengono chiamate Buran o Burian.

 

Di certo non possiamo prevedere se avremo il Burian. Quello che sto esponendo è il fatto che il Vortice Polare, in questo periodo, inoltre, tra poche settimane, lassù in pieno Polo Nord incomincerà a piombare la notte, una notte lunghissima che, nel punto al 90° di latitudine nord, avrà una durata di sei mesi, mentre più a sud il buio perenne avrà una durata man mano inferiore, fino al Circolo Polare Artico.

 

In tutta quest’area abbiamo un raffreddamento comunque notevole, anche se, nel caso del Polo Nord in particolare, esso è in prevalenza un oceano, cioè non ha terre emerse, se non nelle aree prossime al Circolo Polare Artico. Quindi, quelle del Canada, della Russia e della Scandinavia: in queste aree abbiamo delle terre emerse che spesso sono anche più fredde del Polo Nord, inteso come latitudine 90°, anche perché le terre emerse si raffreddano più del mare. Il mare come si mantiene del calore latente e quindi mitiga il clima.

 

Ecco perché il Polo Nord non è freddo quanto il Polo Sud. Infatti, il Polo Sud può inviare bolle di aria gelida verso le regioni temperate, più fredde rispetto a quelle che vengono dal Polo Nord.

 

Per meglio intenderci: nel Polo Sud, nell’Emisfero meridionale, non c’è una Siberia che porta il vento freddo da est, ma c’è il vento che viene invece dal Polo Sud, ed esso è in grado di generare ondate gelo maggiori rispetto a quelle del Polo Nord che raggiungono l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudamerica, il Sudafrica.

 

Per dire, in questi giorni si stanno registrando, per esempio, delle nevicate eccezionali in Australia, ovviamente sui rilievi, non sulla costa. Però, a inizio inverno, la neve si è vista addirittura nei pressi di Buenos Aires e il gelo aveva interessato anche alcune aree dell’Uruguay. Aree che sono a latitudini inferiori rispetto all’Italia, e dal clima più caldo.

 

Sia nel Polo Nord sia nel Polo Sud si crea questo vortice freddo, che viene chiamato Vortice Polare. Da loro è un Vortice Polare antartico, in quanto il nostro Polo Nord si chiama Artide.

 

Questi vortici, quando si destabilizzano, creano delle anse e innescano delle ondate di freddo. I Vortici Polari sono molto importanti per regolare il clima invernale. In realtà, sono presenti anche durante la stagione estiva, ma hanno un effetto effimero. Quindi la formazione di questo vortice è molto importante e, adesso, nelle prossime settimane, vedremo che succederà, quali saranno le sue intensità. Poi vedremo anche, soprattutto a fine settembre e inizio ottobre, la copertura nevosa in Siberia, altro elemento molto importante, secondo i vari studi, per conoscere l’eventualità di ondate di freddo durante la stagione invernale.

 

A seguito di questo, però, ci sono ancora altri elementi che vengono presi in considerazione per sapere come potrà essere l’inverno, e quest’insieme di elementi, che sono invece già conosciuti, indicano che avremo un inverno probabilmente più freddo rispetto agli altri.

 

Secondo gli studi e i vari modelli matematici, è altamente probabile che possa esserci un replay dell’inverno scorso sul Nordamerica, mentre in Europa la situazione è sempre molto più incerta. Ovviamente, qui non possiamo fare delle previsioni meteo, ma parliamo solo di clima, di ipotesi sulla base di elementi che vanno a influenzare il clima e, in questo caso, il clima invernale. Avremo modo sicuramente di riparlarne. Nel frattempo vi avverto: il Vortice Polare si sta preparando per l’inverno.

 

Credit: National Oceanic and Atmospheric Administration (TEMPOITALIA.IT)

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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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