Perché cresce l’attesa
(TEMPOITALIA.IT) Sì, pian piano ci si sta avvicinando a quella che per molti è la stagione più attesa dell’anno. Lo è per migliaia di meteo appassionati, lo è per chi non sopporta il caldo. Ovvio, i gusti son gusti ed è giusto che le quattro stagioni accontentino un po’ tutti, ma visto e considerato che l’autunno sta scivolando via rapidamente è importante iniziare a focalizzare l’obiettivo su quella che potrebbe rivelarsi una stagione fredda sorprendente.
Prima di tutto: normalità cercasi
In primis ci si deve augurare che possa trattarsi di un inverno normale e sarebbe già tanto. Ricordando quanto accaduto nei tre inverni precedenti, praticamente nulla, poter parlare di normalità stagionale sarebbe un’enorme conquista. Lo sarebbe ancor di più considerando che, come al solito, le proiezioni stagionali più autorevoli non sono affatto incoraggianti.
Cosa indicano le proiezioni stagionali
Per chi non lo sapesse, tali proiezioni prospettano, per la quarta volta di fila, una stagione invernale dominata da mitezza. Clima mite significa temperature superiori alle medie del periodo. Clima mite comporta, spesso e volentieri, ingombranti strutture anticicloniche. In particolare, campi di alta pressione subtropicale, capaci di mettere a tacere il freddo.
La media non racconta tutto
Va detto, comunque, che le proiezioni stagionali rappresentano una media. Che significa? Che attorno a questa media potrebbero esserci oscillazioni, scostamenti in grado di lasciare il segno. Per farla semplice: tali proiezioni non escludono, non potrebbero farlo, episodi freddi degni di nota.
Mediterraneo e anomalie: perché prevale il caldo
Che poi il Mediterraneo non sia il Mare del Nord lo si sa: è molto più facile osservare anomalie positive piuttosto che il contrario. Per far sì che l’andamento stagionale non risulti così scontato debbono subentrare variabili oggi imprevedibili: una su tutte, il Vortice Polare.
Il possibile jolly: Vortice Polare
Come detto, potrebbe rappresentare l’asso nella manica capace di far saltare il banco. E allora conviene essere ottimisti: è chiaro che anche la presenza di un Vortice Polare debole non sia garanzia di freddo alle nostre latitudini, ma quantomeno aumenterebbero le probabilità di un inverno quanto meno interessante.
Dicembre, Gennaio: finestra per irruzioni fredde
Anzi, tra dicembre e gennaio potrebbero verificarsi le condizioni ideali per ondate di freddo di una certa rilevanza. Soprattutto irruzioni artiche, capaci di portarci la neve a bassa quota. Il tutto in seno a scambi meridiani imponenti, scatenati appunto dalla debolezza del Vortice Polare.
Febbraio e le correnti dall’Est
Poi occhio a febbraio perché quello potrebbe essere il periodo più propizio alle ondate di gelo dall’Est Europa, addirittura dalla Russia o da ancora più lontano: la Siberia. Insomma, gli elementi per poter sperare in un inverno “normale” ci sono tutti, basterebbero alla fin fine tre–quattro ondate di freddo per far sì che la stagione rispetti finalmente le consegne. Città come Milano, Torino e Bologna potrebbero vedere significativi apporti nevosi.
Credits
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Climate Prediction Center
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Seasonal Forecasts
- World Meteorological Organization (WMO) – Seasonal Climate Predictions
- UK Met Office – Long-Range Forecasts
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- American Meteorological Society – Weather and Forecasting Journal










