Un’alta pressione di origine subtropicale si è impadronita del quadro europeo, comprendendo anche l’Italia. L’atmosfera si presenta stabile, con cieli spesso sereni e termiche miti per il periodo. Chi esce al mattino nelle città della Pianura Padana nota però un’altra faccia del tempo anticiclonico: foschie, nebbie, aria ferma e qualche gelata locale, seguite da pomeriggi più dolci. È la tipica alternanza di Novembre, quando il sole riesce a scaldare il suolo ma gli strati bassi restano intrappolati sotto un coperchio d’aria stabile.
Molti riconducono questa fase alla cosiddetta Estate di San Martino, un episodio autunnale di clima mite e cielo spesso limpido che in alcune aree somiglia a un ritorno della primavera. Non è un termine tecnico, ma rende bene l’idea di una pausa dal maltempo tipica del cuore di Novembre. In questo contesto, le temperature massime al Centro Sud e sulle due isole maggiori hanno raggiunto valori di 20-22 °C, con condizioni gradevoli soprattutto lungo i litorali e nelle aree interne lontane dalle inversioni termiche.
Al Nord, invece, correnti continentali deboli dai quadranti nordorientali mantengono le notti frizzanti. Le minime possono scendere su valori prossimi allo zero nelle vallate e in pianura, mentre i pomeriggi recuperano grazie all’irraggiamento. Lo scarto giorno notte è proprio il marchio della stabilità anticiclonica a Novembre.
Alta pressione “bucata”: fase di maltempo al Centro-Sud
Un promontorio subtropicale non è sempre un “muro”. In queste ore sta entrando un nocciolo ciclonico dal Golfo del Leone che già entro fine giornata porterà le prime piogge in Sardegna, sull’estremo ponente ligure e sul Piemonte sud-occidentale. Da domani venerdì 7 novembre, il maltempo si sposterà sulle regioni tirreniche del Centro-Sud e in Sicilia, per poi raggiungere entro la fine del weekend anche Puglia, Basilicata e Calabria ionica. Si tratterà di un sistema perturbato che porterà piogge e temporali diffusi ma a macchia di leopardo, con la possibilità di locali eventi a carattere di nubifragio. Questa prima fase di maltempo si esaurirà nella giornata di lunedì 10 novembre.
Anticiclone sconfitto: il peggioramento di metà mese
Gli ultimi segnali dei modelli meteo di previsione aprono una seconda finestra di maltempo attorno al 14 – 16 Novembre. In quel periodo, una bassa pressione in avvicinamento da ovest potrebbe tagliare la radice subtropicale e convogliare aria più umida e dinamica sul bacino centrale del Mediterraneo. Parliamo di una tendenza e non di una previsione puntuale, ma l’ipotesi è meteorologicamente coerente con il progressivo indebolimento del promontorio e con l’ingresso di ondulazioni atlantiche più decise.
Piogge e neve: scenari plausibili nella seconda metà del mese
Se il blocco cede come ipotizzato, i primi effetti attesi sarebbero l’aumento della nuvolosità da ovest e il ritorno di piogge via via più organizzate a partire dalle regioni tirreniche e dal Nord Ovest. Con il passaggio dei fronti, la quota dello zero termico si abbasserebbe rispetto ai valori attuali, favorendo il ritorno della neve sui rilievi. In uno scenario tipico di metà Novembre, le nevicate potrebbero interessare l’Arco Alpino a quote inizialmente medio alte, con tendenza a calare durante i passaggi più freddi. L’Appennino vedrebbe i primi episodi nevosi ad alta quota, con possibili sconfinamenti a quote medie se subentrasse aria più fredda dal quadrante nord. È importante ricordare che la quota neve dipende dall’intensità della precipitazione, dal profilo termico verticale e dall’eventuale presenza di aria secca in quota capace di favorire raffreddamento evaporativo.
Sulle pianure del Nord, una fase perturbata riporterebbe precipitazioni utili dopo giorni di immobilità atmosferica. Al Centro Sud, la traiettoria della saccatura farebbe la differenza: un minimo sul Tirreno centrale esalterebbe i contrasti su Lazio, Toscana, Campania e Sardegna, mentre una ciclogenesi più bassa sul Canale di Sicilia sposterebbe i fenomeni verso Sicilia e Calabria. Nelle due ipotesi, il denominatore comune è un aumento dell’instabilità e della ventilazione con temperature in graduale normalizzazione rispetto alla media del periodo.
NAO, flusso atlantico e differenze Nord Sud
Un ingrediente chiave per interpretare le fasi di cambio è l’andamento della North Atlantic Oscillation. In presenza di una NAO positiva, l’Europa settentrionale tende a essere più umida e mite, mentre il Mediterraneo risulta più stabile e talvolta più secco. Viceversa, una NAO negativa favorisce scambi meridiani e la discesa di aria più fredda verso latitudini più basse, aumentando la probabilità di passaggi perturbati sul Sud Europa. Senza forzare le conclusioni, un indebolimento del promontorio subtropicale con ondulazioni atlantiche più vivaci sarebbe compatibile con una fase meno marcatamente positiva, o comunque con un getto meno teso, capace di lasciare infiltrare saccature verso il Mediterraneo centrale.
In termini pratici, il possibile sblocco di metà mese potrebbe tradursi in una maggiore differenziazione tra Nord e Centro-Sud. Le regioni settentrionali risentirebbero per prime del rientro delle perturbazioni con piogge più diffuse e neve sulle Alpi, mentre il Centro Sud vedrebbe fenomeni legati alla posizione del minimo e all’alimentazione umida da sudovest. Le temperature scenderebbero su valori più consoni a Novembre, con un ridimensionamento delle punte di 20-22 °C oggi frequenti al Centro-Sud e un raffreddamento più avvertibile sul Nord nelle 24-48 ore successive al passaggio frontale.
Credit: ECMWF – Circulation patterns or Regimes, NOAA NCEI – North Atlantic Oscillation, Met Office – Summer weather during autumn, Copernicus C3S – Seasonal forecasts, EUMETSAT – Monitoring the weather and climate from space, WCD/Copernicus – Atmospheric blocking and weather extremes over the Euro Atlantic sector