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L’avvio dell’Inverno 2025-2026 presenta ancora molti elementi di incertezza. Le condizioni atmosferiche osservate in queste settimane mostrano un impianto dominato dall’alta pressione, con un profilo termico generalmente mite e un quadro sinottico poco dinamico. Gli appassionati continuano a chiedersi se esista la possibilità di una svolta rilevante oppure se la stagione proseguirà con caratteristiche simili a quelle degli ultimi anni. L’interrogativo è legittimo, perché per raggiungere un valore estremo, sia in senso caldo sia in senso freddo, occorrono assetti atmosferici ben definiti che, al momento, non si sono ancora consolidati.

Un inverno può essere considerato eccezionale per motivi opposti: per l’intensità delle irruzioni fredde o, al contrario, per la persistenza dell’Alta Pressione subtropicale e delle anomalie termiche positive. In un contesto climatico in rapido cambiamento, entrambe le possibilità restano aperte e dipendono dall’evoluzione dei principali driver emisferici.

 

Eventualità di una fase fredda rilevante

Per delineare uno scenario invernale più incisivo è necessario che si formi un collegamento stabile tra le masse d’aria fredde delle alte latitudini e il settore europeo. A oggi non è richiesta una stagione uniformemente gelida: sarebbe sufficiente anche un solo episodio particolarmente intenso. Un afflusso di aria continentale molto fredda oppure una sequenza di irruzioni artiche capaci di generare una depressione mediterranea potrebbero determinare nevicate significative e un raffreddamento marcato sul territorio italiano.

Nelle condizioni attuali non emerge ancora un segnale deterministico in questa direzione, ma gli elementi dinamici in gioco restano da monitorare. Una variazione nella disposizione dei centri di pressione, soprattutto nelle regioni scandinave e nell’Europa centro-orientale, potrebbe modificare rapidamente il quadro.

 

La possibilità opposta: un inverno dominato dall’alta pressione

La stagione potrebbe risultare eccezionale anche per motivi opposti. Le analisi degli ultimi anni mostrano una tendenza alla persistenza dell’Alta Pressione e a valori termici più elevati rispetto alle medie climatiche. Per registrare un record in questo senso sarebbe sufficiente un prolungamento di questa configurazione, con un contributo predominante della componente subtropicale.

Un simile assetto produce stabilità diffusa, riduzione delle precipitazioni e valori termici spesso superiori alla norma, condizioni già osservate in più di una fase negli inverni recenti. La presenza di un’anomalia termica positiva e di un campo barico poco disturbato rappresenta una possibilità reale, soprattutto nella prima metà di Dicembre, ma non ancora definitiva.

 

La dinamica atmosferica nelle prossime settimane

Osservando l’evoluzione emisferica, è atteso un cambiamento nella seconda metà del mese. La circolazione mostra segnali di riorganizzazione, con potenziali variazioni dell’assetto del Vortice Polare e degli indici stratosferici. Questo aspetto è rilevante perché la combinazione tra La Niña e QBO negativa influenza la struttura stratosferica e può alterare la stabilità del vortice stesso.

La QBO negativa, caratterizzata da venti orientali in Stratosfera equatoriale, è un elemento che in sinergia con La Niña favorisce una maggiore vulnerabilità del vortice. Un vortice meno compatto è più suscettibile ai disturbi e può trasferire effetti significativi nella troposfera nelle settimane successive.

 

Il Vortice Polare e gli scenari stratosferici

Le proiezioni delle principali istituzioni meteorologiche mostrano un’attenzione crescente verso la dinamica stratosferica. Alcune simulazioni evidenziano l’eventualità di un Stratwarming nelle prossime settimane. In presenza di un riscaldamento stratosferico marcato, il Vortice Polare può subire una deformazione o una divisione in più lobi. In caso di split, l’aria fredda viene ridistribuita e può raggiungere le medie latitudini con maggiore facilità.

Uno scenario di questo tipo non comporta automaticamente un’irruzione fredda sull’Italia, ma aumenta la probabilità che una massa d’aria continentale venga convogliata verso l’Europa centrale e, eventualmente, verso il Mediterraneo. La valutazione definitiva richiederà ulteriori aggiornamenti, poiché le tempistiche e le modalità del trasferimento troposferico non sono ancora definite.

 

La normalità come elemento ormai raro

Il punto forse più rilevante riguarda la percezione della normalità climatica. In un contesto globale segnato dal Riscaldamento Globale, un inverno perfettamente in linea con la media sarebbe ormai un evento non scontato. L’alternanza tra anomalie termiche positive persistenti e episodi freddi concentrati rende sempre più difficile individuare un andamento stagionale regolare.

Il quadro attuale suggerisce che la stagione invernale potrebbe orientarsi verso uno scenario estremo in una delle due direzioni: un nuovo inverno mite dominato dall’alta pressione oppure un episodio freddo significativo in seguito a una dinamica stratosferica rilevante. La via intermedia rimane statisticamente meno probabile, ma non del tutto esclusa.

Credit: analisi basata su documentazione scientifica e climatologica fornita da NOAA, Freie Universität Berlin, ECMWF, NASA, Met Office UK.

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