Il Mar Mediterraneo non è un semplice bacino d’acqua ma un vero e proprio serbatoio di energia termica, molto più caldo rispetto all’oceano Atlantico pur trovandosi alle medesime latitudini. In effetti, diciamolo, è uno dei mari più caldi dell’intero pianeta. Questa massa d’acqua conserva temperature elevate per lunghi periodi e, quando si innescano i primi contrasti termici significativi, la risposta atmosferica può essere brutale. Basta che soffino correnti da sud-est cariche di umidità per generare nubifragi di intensità spaventosa. È esattamente quello che sta accadendo in queste ore, con un’area di bassa pressione che sta martellando le nostre regioni meridionali e continuerà a farlo per tutto Lunedì 19 e parte di Martedì 20 Gennaio.
Già Domenica abbiamo avuto un assaggio di questa potenza distruttiva nelle Isole Baleari, in Spagna, dove si sono abbattuti nubifragi violentissimi. Lì questo fenomeno lo chiamano DANA, un termine tecnico che indica una depressione isolata ad alta quota, capace di scaricare al suolo quantitativi d’acqua eccezionali. Ora quella stessa energia si sta spostando verso l’Italia, incontrando le nostre terre emerse. La Protezione Civile non ha perso tempo e ha diramato una Allerta Rossa su gran parte della Sardegna orientale e sul nord-est della Sicilia. Non è una precauzione eccessiva, affatto. In passato, proprio in queste zone, sono stati registrati alcuni tra i maggiori accumuli di pioggia in ventiquattro ore di tutta Europa.
Prevenzione e territori a rischio
Nelle altre aree delle due isole maggiori il livello di criticità oscilla tra l’arancione e il giallo, una situazione che coinvolge direttamente anche la Calabria e il sud della Basilicata. Ma a cosa serve davvero un’allerta meteo? Molti se lo chiedono. Serve a fare prevenzione, a evitare che la cronaca si trasformi in tragedia. I versanti esposti a est, quelli che subiscono direttamente l’impatto dei venti provenienti dal Mar Tirreno, dal canale di Sardegna e dal Mar Ionio, sono i più vulnerabili. La pioggia qui non cade quasi mai in modo gentile, ma arriva a secchiate, mettendo a dura prova un territorio già fragile.
Consigli pratici e vigilanza
Inutile girarci intorno, la situazione è seria e la prudenza deve essere la nostra bussola. È fondamentale seguire le istruzioni fornite da ogni singolo comune e restare aggiornati sui canali ufficiali della Protezione Civile. In Sardegna alcuni temporali localizzati hanno già dato qualche problema nella giornata di Domenica, segno che il sistema è già saturo. Quando il cielo si fa cupo e il vento di scirocco inizia a spingere forte, meglio evitare spostamenti non necessari, specialmente vicino ai corsi d’acqua o nelle zone depresse. La natura, in fondo, segue le sue regole e noi non possiamo fare altro che rispettarle, cercando di limitare i danni il più possibile.