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Giorni di carnevale ancora funestati dal maltempo

La successione di perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico non smetterà di condizionare il tempo sull’Italia per il resto di questa settimana, ma probabilmente anche per la prossima non si intravedono vie d’uscita concrete. Il periodo del Carnevale, che quest’anno entrerà nel vivo tra il 12 febbraio e il 17 febbraio, rischia seriamente di essere rovinato dalle precipitazioni. La Porta Atlantica rimarrà infatti spalancata e i fronti punteranno ancora la Penisola, coinvolgendo a tratti le regioni settentrionali e in qualche frangente in modo più marcato il Sud.

Altra neve ammanterà le Alpi e questa non può che essere una notizia eccellente per le Olimpiadi di Milano-Cortina in partenza fra qualche giorno, le quali potranno godere di scenari montani magnifici. Questa fase così perturbata si protrae ormai da diverse settimane. Il mese di gennaio si è rivelato molto generoso in termini di piogge, che purtroppo hanno comportato anche frequenti criticità in molte zone del Paese. Le precipitazioni hanno colpito duramente le aree tirreniche e il Mezzogiorno, senza però riuscire a risolvere ovunque la crisi idrica persistente.

 

Rischi idrogeologici e assenza dell’anticiclone

Il dissesto idrogeologico a cui è esposto il territorio nazionale ci pone di fronte a conseguenze talvolta drammatiche, specialmente quando le piogge risultano eccessive e i terreni, ormai saturi, non sono più in grado di assorbire l’acqua. La prosecuzione di un periodo così piovoso non rappresenta quindi una circostanza favorevole per la sicurezza del suolo. Una tregua sarebbe quanto mai opportuna, ma in realtà persisterà il medesimo schema barico con cui stiamo convivendo da tempo. L’anticiclone resterà lontano, in una situazione del tutto opposta rispetto a quella dei mesi scorsi, quando le alte pressioni dominavano la scena per lunghissimi intervalli.

Queste condizioni di forte instabilità tra l’Europa Occidentale e il Mar Mediterraneo faranno da contrappeso a uno scenario molto più rigido sui paesi dell’Europa dell’Est e alle alte latitudini. Il gelo continuerà a stazionare su quelle aree, pur senza avere la possibilità di scendere verso le medie latitudini a causa dello sbarramento offerto dal flusso oceanico. L’incessante viavai di fronti instabili sembra destinato a proseguire anche per la prossima settimana, in un contesto termico non freddo e dai connotati più autunnali che invernali. Ci sarà comunque spazio per una certa variabilità e non mancheranno delle pause, probabilmente con fenomeni meno violenti rispetto a quelli attuali.

 

Possibili novità invernali a metà febbraio

Un cambiamento più radicale non è però da escludere a partire dal periodo compreso tra il 12 febbraio e il 14 febbraio. Il rinforzo di una cellula di alta pressione tra l’Islanda e la Groenlandia potrebbe determinare un parziale rallentamento del flusso zonale atlantico, il quale subirebbe ondulazioni più marcate favorevoli a sbalzi termici significativi. Esiste quindi la possibilità che il freddo di origine artica raggiunga il Mediterraneo, forse inizialmente in modo fugace, ma verso la fine del mese non si può escludere uno stravolgimento più importante della circolazione generale. Non sono attesi eventi di portata storica nell’immediato, ma il quadro resta aperto a ogni evoluzione, con l’inverno che potrebbe avere ancora molto da dire anche durante il mese di marzo.

 

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