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Marzo, tornano le piogge?

In molti si chiedono se Marzo possa riproporre le medesime condizioni meteorologiche osservate a Febbraio. Nonostante in questo momento le precipitazioni si siano placate in tutte le regioni d’Italia, la possibilità che si verifichi un mese estremamente altalenante rimane concreta. Questa eventualità è legata alla persistente debolezza del Vortice Polare, una condizione che potrebbe influenzare pesantemente la dinamicità della Primavera alle porte.

 

L’importanza dell’indice NAO

Un elemento cruciale di questa configurazione è rappresentato dall’andamento dell’Oscillazione Nord Atlantica, conosciuta tecnicamente come indice NAO. Per la prima volta dopo diversi mesi, questo valore viene previsto in una fase nettamente positiva. Tale indice descrive la differenza di pressione tra due figure bariche fondamentali situate nell’Oceano Atlantico Settentrionale, ovvero la Depressione d’Islanda e l’Anticiclone delle Azzorre. Quando la NAO assume valori positivi marcati, aumenta il gradiente pressorio tra queste due aree, favorendo un flusso di correnti occidentali rapido e teso alle medie latitudini.

Questo parametro meteorologico, sebbene molto tecnico, ci indica che il getto delle piogge dovrebbe alzarsi. In altre parole, le perturbazioni più consistenti tenderebbero ad aumentare di latitudine, coinvolgendo sempre meno il Meridione. Le masse d’aria nate nell’Atlantico scorrono così con maggiore velocità verso le Isole Britanniche e la Scandinavia, limitando la loro capacità di scendere verso il Mediterraneo. Di conseguenza, l’Europa Meridionale risulterebbe spesso protetta, in modo totale o parziale, da promontori anticiclonici, mentre il freddo rimarrebbe confinato tra la Norvegia e la Russia.

 

Un’italia a due velocità tra piogge e periodi secchi

Tale scenario comporterebbe un’Italia divisa in due. Le precipitazioni risulterebbero abbastanza frequenti al Nord, area geografica che sentirebbe maggiormente l’influenza dei flussi oceanici, mentre i fenomeni risulterebbero deficitari al Sud. Si tratta di uno schema già osservato in passato, talvolta esasperato come accaduto durante la stagione primaverile del 2024. Il mese di Marzo potrebbe dunque risultare caratterizzato da accumuli sopra la media nelle zone del Nord-Ovest e inferiori alle norme altrove.

 

La previsione di ECMWF

Sul fronte della piovosità, le elaborazioni del modello europeo ECMWF suggeriscono che il Settentrione e le regioni centrali affacciate sul Mar Tirreno potrebbero registrare quantitativi di pioggia superiori ai valori tipici del periodo. Non si tratterebbe però di una fase dominata dal gelo, anche perché la quota neve rimarrebbe confinata in Alta Montagna o sui rilievi delle Alpi e dell’Appennino. Risulta infatti quasi impossibile che, con un simile flusso occidentale, si verifichino condizioni nevose fino in pianura.

Ciò non toglie che l’acqua non mancherà, specialmente considerando che Marzo rappresenta solitamente un periodo di netta ripresa pluviometrica per la Val Padana e la Liguria. Le mappe attuali indicano che, per queste aree della Penisola, le giornate uggiose potrebbero tornare protagoniste molto presto, segnando un netto distacco dalla stabilità che stiamo vivendo in questo finale di Febbraio.

 

Credit:

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – Global Forecast System

Copernicus – Climate Change Service

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