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Meteo: colpo di scena a inizio Marzo, il freddo artico potrebbe tornare a sorpresa

Antonio Romano di Antonio Romano
16 Feb 2026 - 18:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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La lettura delle dinamiche meteorologiche di questa stagione appare evidente a chiunque segua l’evoluzione del tempo, si è infatti manifestata una sequenza davvero impressionante di ondate di maltempo senza che vi fosse però l’opportunità per assistere a nevicate fino a quote pianeggianti, salvo poche eccezioni. La circolazione di tipo zonale, ovvero quella caratterizzata da flussi provenienti da ovest, ha mantenuto il proprio asse su latitudini più meridionali rispetto a quanto avviene solitamente. Si tratta di una configurazione climatica decisamente fuori dal comune, che ha segnato profondamente gli equilibri della Italia e della intera area del Mar Mediterraneo.

 

Lo scenario meteo a scala europea

Se volgiamo lo sguardo all’intero continente, notiamo un imponente serbatoio di correnti gelide situato sopra l’Europa Settentrionale. Questo blocco di aria fredda, apparso solido e persistente, ha agito come una vera barriera per diverse settimane, forzando i sistemi perturbati dell’Oceano Atlantico a transitare verso percorsi più bassi del consueto. Tuttavia, non si è mai creata una reale interazione tra queste masse d’aria gelida continentale e i fronti piovosi in arrivo dalle Isole Britanniche. Il risultato è stato una serie continua di piogge ma con una scarsa capacità del gelo di penetrare verso le nostre regioni, portando scenari più simili all’Autunno che alla stagione del ghiaccio.

 

Una nuova settimana perturbata

Con l’inizio di questa settimana è previsto l’arrivo di correnti da nord ovest. Tale mutamento porterà alcune nevicate limitate esclusivamente ai settori delle Alpi di confine e sui pendii esteri, mentre lungo la dorsale dell’Appennino Centrale si potranno verificare deboli precipitazioni nevose solo al di sopra dei 1300 metri. Non si tratterà, in ogni caso, di un’irruzione di particolare importanza per quanto riguarda i valori termici. La criticità principale sarà rappresentata dalla ventilazione molto forte che spazzerà le coste e i rilievi. Come se non fossero bastati i recenti episodi ventosi, si attende un’altra fase piuttosto marcata, rendendo i prossimi giorni decisamente instabili in molte aree del nostro Paese. Un nuovo sistema ciclonico è in transito in queste ore, e le previsioni confermano che il tempo non sarà mai del tutto stabile per nessuna delle regioni italiane, anche se una tregua dal maltempo si avrà per gran parte d’Italia tra Martedì e Mercoledì. Con la giornata di Giovedì però, è atteso l’arrivo dell’ennesima saccatura nord-atlantica, più fredda delle precedenti e che potrebbe portare neve a quote basse prima al Nord-Ovest e poi lungo il versante adriatico. Questo nuovo peggioramento, si esaurirà entro la giornata di Sabato.

 

Le ipotesi per un freddo artico tardivo

Una domanda sorge spontanea tra i cittadini ed è quella relativa al possibile ritorno del grande freddo invernale. Al momento non si scorgono segnali di un rigore imminente, anzi, dopo la saccatura del 19-21 Febbraio è prevista l’espansione dell’anticiclone subtropicale verso il Mediterraneo che potrebbe portare le prime giornate primaverili su gran parte d’Italia. Ma anche quest’ultima fase meteo potrebbe essere di breve durata: esiste, infatti, una novità rilevante che emerge dai centri di calcolo. Verso la conclusione del mese attuale e i primi giorni di Marzo, è probabile che il flusso occidentale perda una parte della sua spinta energetica. Alcune proiezioni mostrano la possibile risalita di un anticiclone verso il nord dell’Oceano Atlantico, una manovra che favorirebbe la discesa di aria artica verso il cuore del continente.

Stiamo trattando semplici ipotesi di lavoro, ma se tale scenario si realizzasse, potremmo assistere a nevicate a quote molto basse lungo l’Appennino Meridionale e l’Appennino Centrale, oltre a un crollo delle temperature sensibile su tutta la Penisola. Si tratterebbe di un’irruzione di stampo polare, anche se attualmente non vi sono elementi sufficienti per darlo per certo con una probabilità elevata. Bisognerà monitorare con attenzione i flussi provenienti dai Balcani, che potrebbero lambire la Italia portando l’ultimo colpo di coda di questa stagione prima che la Primavera prenda il sopravvento.

 

Fonti e modelli di riferimento:

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)
  • DWD (Deutscher Wetterdienst)
  • KNMI (Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut)
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Tags: aria polarecalo termicofreddo articometeo Italiamodelli meteoneve appenninoperturbazioni atlanticheprevisioni marzoventi forti
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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