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Dopo circa tre settimane di dominio incontrastato, l’anticiclone si appresta a cedere il passo in maniera definitiva. Abbiamo attraversato una fase caratterizzata da condizioni meteo estremamente statiche, dove l’assenza di movimenti atmosferici ha reso l’aria ferma e pesante. Ora, però, la situazione sta per mutare radicalmente. Non bisogna attendersi uno stravolgimento improvviso tra il giorno e la notte, poiché il processo di trasformazione sarà piuttosto lento e graduale. Non cadranno precipitazioni per intere settimane, è bene chiarirlo subito, tuttavia risulta di vitale importanza che l’acqua torni a bagnare il territorio della penisola. D’altronde ci troviamo in primavera, una stagione che, specialmente nella sua prima parte, si rivela solitamente molto piovosa e dinamica.

Se è vero che da qualche giorno si sono già visti dei rovesci isolati, il vero mutamento di scenario dovrebbe manifestarsi durante il prossimo fine settimana. In questa fase, la configurazione barica sull’Europa subirà uno scossone molto evidente. Assisteremo al ritorno della pioggia, che interesserà con una certa regolarità gran parte dell’Italia. Bisogna però prestare attenzione al fatto che non è affatto scontato l’inizio di un periodo perturbato di lunghissima durata. È possibile che si verifichino condizioni di instabilità, ma potrebbero limitarsi a una sorta di passaggio rapido. La certezza è che i fenomeni arriveranno, ma non conosciamo ancora con precisione la loro intensità, né per quanto tempo insisteranno sulle nostre regioni. Il modello inglese del centro di Reading individua una profonda ondulazione, molto ben strutturata, capace di evolvere in una ciclogenesi profonda proprio sui mari italiani, aprendo così una parentesi decisamente instabile.

 

Le proiezioni modellistiche confermano la dinamicità

Analizzando le probabilità di precipitazione, si nota chiaramente dalle mappe la grande possibilità di pioggia per i prossimi dieci giorni. Come avviene in ogni analisi scientifica, invitiamo alla cautela, trattandosi di elaborazioni statistiche che processano dati meteorologici puntuali. Questo significa che, se i centri di calcolo dovessero rilevare nuovi segnali, le proiezioni potrebbero subire delle variazioni. Ciò non toglie che, osservando le tendenze meteo fino al 20 marzo, si intravedano diverse occasioni per il ritorno del maltempo. Almeno nella seconda parte del mese di marzo, l’atmosfera dovrebbe recuperare quella vivacità che è mancata finora.

Alcuni modelli matematici non riescono ancora a inquadrare con esattezza la durata di questa fase perturbata, ma nel frattempo appare certo che l’alta pressione sia destinata a spostarsi dai nostri settori per un periodo significativo. Il cedimento della struttura di bel tempo favorirà l’ingresso di correnti più umide provenienti dall’oceano Atlantico, riportando così il tipico clima primaverile su tutta l’Europa meridionale. Questo cambio di circolazione permetterà alle temperature di stabilizzarsi su valori consoni alla stagione, con colonnine di mercurio che oscilleranno attorno ai 15°C o 18°C nelle ore diurne, ponendo fine al caldo anomalo dei giorni precedenti.

 

Crediti

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