Abbiamo vissuto settimane decisamente faticose, con un quadro meteo continuamente flagellato dal maltempo. Le piogge sembravano non voler finire mai, lasciando dietro di sé fiumi in piena e terreni ormai saturi d’acqua, in un contesto che ricordava più l’autunno che la stagione invernale. Poi, quasi all’improvviso, la scena atmosferica ha cambiato radicalmente la propria scenografia. L’ultima parte del mese di Febbraio e questo inizio di Marzo si sono rivelati all’insegna di una stabilità quasi assoluta. In effetti, dopo tanta acqua caduta ininterrottamente, questa pausa asciutta era necessaria. Eppure questa calma apparente nasconde un’insidia tipica della stagione di transizione che stiamo attraversando. In questi ultimi giorni della settimana assisteremo a un inevitabile e parziale cedimento del possente campo di alta pressione. Non sarà un crollo totale e disastroso, intendiamoci bene, piuttosto assisteremo a un lento e inesorabile sfaldamento lungo i suoi bordi più vulnerabili.

Un insidioso vortice ciclonico, attualmente atteso proprio a ridosso delle Isole Baleari, riuscirà infatti a influenzare, seppur marginalmente in un primo momento, il quadro meteorologico sul nostro Paese. Porterà con sé un carico di Pioggia, limitata però inizialmente solo a poche e specifiche regioni, principalmente le Isole Maggiori. Insomma, si prepara un primo assaggio di dinamicità dopo tanto torpore atmosferico.

 

Prime crepe su Sardegna e Sicilia

Tra la Sardegna e la Sicilia il tempo si deteriorerà in modo deciso e inequivocabile già a partire dalla giornata odierna di Venerdì 6 Marzo, con le prime piogge e temporali. Ma bisogna prestare attenzione a un dettaglio fondamentale, poiché le umide precipitazioni in arrivo da ponente non riusciranno a sfondare facilmente verso le regioni peninsulari. Oltre il bacino del Mar Tirreno, la roccaforte ostinata dell’Anticiclone agirà ancora come una possente barriera invisibile ma incredibilmente efficace. Ci avviamo così verso un fine settimana caratterizzato da due volti ben distinti. La Depressione iberica rimarrà parzialmente arenata a ridosso della costa orientale della Spagna, bloccata nel suo naturale movimento di traslazione verso levante. Tuttavia, la minore solidità strutturale dell’alta pressione sull’Italia favorirà inevitabilmente il manifestarsi di una certa, palpabile irrequietezza atmosferica nei bassi strati. L’aria diventerà via via più pesante e carica di umidità, rappresentando il preludio perfetto per la possibile manifestazione dei primissimi temporali ad evoluzione diurna, fenomeni affascinanti direttamente innescati dal forte riscaldamento delle ore centrali della giornata.

 

Lo sviluppo dei temporali termoconvettivi lungo l’Appennino

Il meccanismo è semplice ma potente, il sole scalda il suolo, l’aria calda e ricca di vapore acqueo sale rapidamente verso l’alto, incontra correnti più fresche in quota e, improvvisamente, il cielo azzurro si oscura minacciosamente. Già nella giornata di Sabato 7 Marzo i primi colpi di tuono potrebbero accendersi su alcune parti dell’Appennino Meridionale, forse anche sul Lazio. Il tempo più capriccioso resterà ancora sulle due Isole Maggiori, maggiormente prossime al vortice iberico. L’aumento vero e proprio e più marcato dell’instabilità, capace di spingersi con molto più coraggio anche lungo l’ossatura centrale della penisola, è invece caldamente atteso per la giornata di Domenica 8 Marzo. Proprio in concomitanza con la tradizionale ricorrenza della Festa della Donna, la situazione meteorologica generale prenderà una piega decisamente più mossa e vivace. L’Anticiclone, ormai decisamente meno forte e visibilmente sfiancato dai continui e logoranti attacchi da ovest, concederà maggiore spazio vitale a subdole infiltrazioni d’aria umida in quota. Queste correnti più fresche e instabili riusciranno a intrufolarsi silenziosamente sul nostro Paese, agendo come una scintilla in una stanza satura di gas infiammabile. Favoriranno l’innesco rapido di qualche acquazzone isolato, tipico e inconfondibile segnale dell’inizio fisiologico della Primavera.

 

I contrasti della Primavera tra sole e piogge improvvise

Preparatevi psicologicamente a repentine e sorprendenti variazioni del tempo. Acquazzoni improvvisi e magari anche fragorosi temporali potranno colpire con estrema facilità le aree interne del Paese. Parliamo chiaramente di fenomeni distribuiti a macchia di leopardo, capricciosi per natura, capaci di scaricare improvvisamente decine di millimetri d’acqua in un’area localizzata lasciando al tempo stesso completamente all’asciutto la vallata adiacente. Le zone geografiche maggiormente a rischio per questi improvvisi scrosci di pioggia saranno sicuramente quelle poste a diretto ridosso dei complessi rilievi dell’Appennino e le vallate interne limitrofe, dove la complessa orografia del territorio italiano esalta e moltiplica i naturali moti convettivi dell’aria verso l’alto.

Stiamo fisicamente e inesorabilmente entrando in quella folle e instabile stagione in cui iniziano a manifestarsi i primi grandi contrasti atmosferici. Non bisogna però creare falsi o ingiustificati allarmismi. Non si tratterà, stando alle attuali e scrupolose proiezioni dei principali supercalcolatori matematici internazionali, di fenomeni atmosferici così estremi, violenti o pericolosamente diffusi. Anche le dinamiche legate al Vortice Polare indicano che l’instabilità atmosferica di questo imminente fine settimana resterà saldamente confinata in precisi e limitati parametri fisici, e non dovremo certo aspettarci danni ingenti, grandinate devastanti o allerte rosse su vasta scala.

Si tratterà, molto semplicemente, del più classico, benefico e rinfrescante scroscio di pioggia primaverile. Questo scenario dinamico, vivace e un po’ incerto, fatto di schiarite meravigliosamente illusorie e altrettanto improvvisi annuvolamenti dal colore plumbeo, ci terrà fedele compagnia anche oltre il termine del weekend. Il quadro generale resterà infatti più o meno simile, seppur con lievi fluttuazioni, anche per i primissimi giorni della prossima settimana. L’Italia intera si troverà letteralmente e metaforicamente contesa in un lungo e logorante braccio di ferro tra le ostinate pretese di stabilità del vecchio anticiclone morente e le nuove, fresche e costanti infiltrazioni instabili provenienti dalle vaste distese dell’Oceano Atlantico. Una battaglia grandiosa e del tutto invisibile proprio sopra le nostre teste, che decreterà passo dopo passo il vero, autentico e definitivo inizio della tanto sospirata bella stagione in Europa.

 

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