Guardare le proiezioni di tre centri di calcolo diversi e trovarle d’accordo non capita tutti i giorni. Quando succede, un previsore smette di ragionare per ipotesi e comincia a ragionare per certezze relative. È quello che sta accadendo adesso: il modello ECMWF del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, il GFS elaborato dal NOAA e l’ICON del DWD tedesco raccontano la stessa storia, con accenti differenti ma senza contraddizioni sostanziali.
E la storia è questa: il Nord Italia entra in una fase temporalesca destinata a durare, mentre il Centro-Sud scivola verso tutt’altro scenario.
Giovedì 20 agosto, la macchina si accende
Le precipitazioni accumulate nell’arco delle ventiquattro ore che si chiudono all’alba di venerdì 21 agosto disegnano un quadro nitido. I quantitativi maggiori – e ricordiamo che dove piove di più, lì il maltempo colpisce più duro – si concentrano lungo la fascia alpina e prealpina della Lombardia settentrionale e del Trentino Alto Adige, con estensione verso il Piemonte nord-orientale.
Il modello europeo insiste soprattutto sul settore compreso tra il Verbano, il Comasco, il Bergamasco e le valli di Bolzano e Trento. Il modello americano distribuisce il segnale in modo più uniforme lungo tutto l’arco alpino, coinvolgendo anche il Friuli Venezia Giulia. Quello tedesco, che lavora a risoluzione più fine, aggiunge un dettaglio interessante: un secondo nucleo di precipitazioni marcato sull’appennino ligure di levante, al confine con l’Emilia Romagna occidentale.
Tre letture, una convergenza. Il Piemonte di Torino e del Cuneese resta ai margini nella prima giornata, mentre Milano e la pianura lombarda vedono i fenomeni scendere dai rilievi in serata.
Il resto della Penisola? Praticamente asciutto. Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna non risultano interessate in modo apprezzabile. Il quadro, del resto, era già emerso nell’analisi sulle zone a rischio dal 20 al 23 agosto.
Venerdì 21 agosto, il giorno più intenso
Le mappe valide per la mattina di sabato 22 mostrano precipitazioni distribuite su tutto il Nord, con due poli di massima intensità. Il primo insiste sulla Liguria di levante e sull’appennino tra Genova, il Piacentino e il Parmense: il modello tedesco lo evidenzia con particolare forza, quello europeo lo conferma, quello americano lo attenua leggermente. Il secondo polo si colloca sul Friuli Venezia Giulia, con estensione oltre confine: le Prealpi Giulie e Carniche, storicamente fra le zone più piovose d’Europa meridionale.
In mezzo, un’ampia fascia di precipitazioni copre Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Il modello europeo spinge il segnale anche verso il Tirreno settentrionale e la Toscana di nord-ovest, con Firenze al limite dell’area coinvolta.
Va detto: parliamo di piogge a carattere prevalentemente temporalesco, non di una pioggia continua e mansueta e questo cambia tutto, in termini di impatto sul territorio, dove si potrebbero avere degli allagamenti temporanei.
Sabato 22 agosto, i fenomeni scivolano verso sud
L’ultimo aggiornamento del modello matematico tedesco offre un dettaglio che merita attenzione. Nel corso della giornata l’instabilità si sposta verso il settore appenninico centrale, sfiorando Umbria e Marche interne, mentre sul Nord i fenomeni si riducono a episodi sparsi concentrati su Trieste e sull’alto Adriatico.
Le proiezioni valide per la domenica confermano l’attenuazione generale. Il modello matematico europeo mantiene un nucleo residuo sull’arco alpino occidentale, tra Valle d’Aosta e alto Piemonte. Quello americano riduce ulteriormente il segnale. Quello tedesco si allinea, con piogge deboli lungo la dorsale appenninica.
Domenica 23 e lunedì 24 agosto, non è finita
Attenzione a non cadere nell’errore classico: pensare che dopo il picco tutto si esaurisca. Le proiezioni meteo valide per l’inizio della settimana successiva mostrano precipitazioni ancora presenti sull’arco alpino centrale, tra Lombardia e Trentino Alto Adige. E l’aggiornamento pomeridiano di lunedì 24 del modello europeo è eloquente: un nuovo impulso di aria instabile riaccende i temporali lungo tutto il settore alpino occidentale, coinvolgendo di nuovo Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, con propaggini verso l’Emilia.
È esattamente il meccanismo che avevamo anticipato. Il ripercorrere nel corso dei giorni di ulteriori impulsi di aria instabile può produrre altri temporali, localmente anche piuttosto intensi. Non si tratta di una perturbazione singola, ma di una sequenza.
Mercoledì 26 agosto, il quadro si allarga
La proiezione più lontana a nostra disposizione, elaborata dal modello matematico europeo, apre uno scenario diverso e per certi versi più ampio. Le precipitazioni non restano confinate al Nord: si estendono lungo il versante adriatico, interessano l’Appennino centrale e raggiungono in forma più debole le Regioni meridionali. Il nucleo più consistente si colloca ancora tra Friuli Venezia Giulia e territori d’oltreconfine, ma la distribuzione complessiva coinvolge una porzione ben maggiore della Penisola.
Siamo a distanza tale che la prudenza è d’obbligo. Il segnale però c’è, ed è coerente con quanto discusso a proposito del decadimento estivo di fine mese. Ma l’estate, è bene sottolinearlo, non finisce qui.
I mari, veri motori dell’energia
Mar Ligure, Tirreno settentrionale, mare di Corsica e forse anche il mare di Sardegna funzioneranno da fornitori di enormi quantità di energia per questi temporali. Lo stesso vale per l’Adriatico settentrionale. Acque calde significano evaporazione intensa, e l’evaporazione è il carburante della convezione temporalesca.
Non a caso i due poli di massima precipitazione individuati dai modelli matematici – appennino ligure e Prealpi orientali – si trovano proprio dove i flussi umidi provenienti dal mare impattano contro l’orografia. Ne abbiamo scritto approfonditamente parlando dei temporali marittimi del Mediterraneo.
Pianura Padana, il rischio che non si vede su molte proiezioni meteo
Un aspetto da considerare, e non è secondario. Anche se i valori di precipitazione previsti in Pianura Padana risultano inferiori rispetto alla regione alpina, localmente si potrebbero verificare temporali autorigeneranti con grosse quantità di pioggia. Sistemi che si rialimentano nello stesso punto, scaricando per ore.
Da considerare che, essendo anche una situazione siccitosa, il terreno non assorbe bene la quantità d’acqua che potrebbe cadere. Si potrebbero quindi verificare degli allagamenti. Di questo parleranno eventualmente gli enti preposti, a partire dal Dipartimento della Protezione Civile: da parte nostra possiamo solo fare una previsione meteorologica.
Grandine e tempeste elettriche
Il tempo sarà spesso di carattere temporalesco e ci saranno anche delle grandinate. A causa del forte contrasto termico si potrebbero inoltre verificare vere tempeste elettriche, con una notevolissima quantità di lampi e fulmini associati ai vari temporali.
Ma queste fenomenologie non sono prevedibili. Come non è prevedibile l’eventuale formazione di aree temporalesche autorigeneranti, di sistemi mesoscalari ben organizzati o di gruppi temporaleschi. Si può soltanto intuire quali aree corrano il rischio maggiore. Il tema torna anche nell’approfondimento sul derecho mediterraneo.
La durata del maltempo, soprattutto sulle Regioni settentrionali, sarà abbastanza importante rispetto alle fasi precedenti. Questo produrrà un abbassamento della temperatura massima e forse lievemente anche di quella minima. Sarà però un evento abbastanza temporaneo, come già valutato analizzando il calo termico atteso. A Bologna e Venezia si respirerà, ma senza illusioni di svolta stagionale. Però, difficilmente il picco di calura di agosto tornerà nel Nord Italia, e la probabilità di questa previsione è consistente.
Il Centro-Sud si gioca un’altra partita con un bolla di calore e qualche temporale
In questo contesto di instabilità atmosferica il Centro-Sud Italia sarà molto meno interessato. Le proiezioni mereo lo confermano con chiarezza: fino a lunedì 24 agosto la Penisola meridionale resta sostanzialmente esclusa dalle precipitazioni.
Nel corso del fine settimana, anzi, si consoliderà una bolla di aria molto calda che porterà un fortissimo aumento della temperatura. Sembrerebbe coinvolta non solo la Sicilia di Palermo e Catania, ma anche la Sardegna, e a questo punto pure il Lazio di Roma, l’Abruzzo e il Molise, oltre alle Regioni meridionali citate: Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.
Due Italie meteorologiche nello stesso weekend, come già delineato parlando della nuova bolla africana.
Credit
- ECMWF Forecast User Guide – Convective Precipitation
- NOAA National Severe Storms Laboratory – Hail Basics
- NOAA National Severe Storms Laboratory – Lightning Basics
- EUMETSAT – Meteosat Third Generation Lightning Imager
- Copernicus European Drought Observatory – Drought and heat in Europe, 12 August 2026