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Sbalzi termici sempre più frequenti, riduzione delle giornate di pioggia, fenomeni sempre più violenti, temperature sempre più alte. Si potrebbe terminare qui, d’altronde abbiamo riassunto quelle che sono le condizioni meteo climatiche prevalenti. Sono sotto gli occhi di tutti, chi più chi meno si sarà infatti reso conto che l’Autunno di una volta non c’è più

 

Non i più giovani, che al contrario stanno conoscendo una stagione autunnale fatta di eccessi. Chi al contrario ha un po’ più d’esperienza sulle spalle non potrà non aver notato i profondi cambiamenti che stanno affossando, definitivamente o meno lo capiremo in futuro, quel concetto di normalità stagionale al quale eravamo abituati.

 

Normalità perduta, normalità che non c’è più non soltanto in Autunno, anche in Primavera, in Estate, in Inverno. Basterebbe far memoria e rispolverare i vari accadimenti meteo climatici dell’ultimo anno… L’Estate scorsa fu rovente, poi ci fu un Autunno a dir poco mite e povero di piogge. Poi arrivò l’Inverno e pur tenendosì per sé il freddo – quello vero – portò le piogge record. Non ovunque allo stesso modo, questo va detto, ma su tante regioni d’Italia si registrarono accumuli incredibili.

 

Poi arrivò la Primavera, altrettanto piovosa in varie parti dello stivale, ed eccoci all’Estate 2026, forse la più calda mai registrata. A ben vedere c’è un solo, grande denominatore comune in tutte queste situazioni: gli eccessi. Eccessi termici, eccessi pluviometrici. Perché fa caldo, sempre di più. e perché piove male.

 

Ora è tempo d’Autunno, ma già si scorgono i segnali di quell’estremizzazione meteo climatica appena illustrata. Niente perturbazioni atlantiche, piuttosto sventagliate fresche o fredde in un Mediterraneo bollente. Il risultato? I temporali, spesso devastanti o comunque pericolosissimi.

 

Qualcuno potrà obbiettare: vero, ma l’Autunno sta appena iniziando e l’Oceano Atlantico potrebbe arrivare. Giusto, non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo assolutamente contraddire un’ipotesi di questo tipo, tuttavia ci si deve basare sul trend circolatorio degli ultimi decenni e la risposta è chiara: la normalità è cambiata.

 

L’Oceano Atlantico fa una fatica enorme a portarci le classiche perturbazioni di un tempo. Spesso e volentieri prevalgono situazioni cicloniche imprevedibili, innescate da mari ogni anno sempre più caldi. Ed è qui che le precipitazioni diventano pericolose: per abbondanza, per intensità, per imprevedibilità.

 

Chissà, magari tra qualche anno cambierà di nuovo tutto ma nel frattempo dobbiamo accettare il fatto che l’Autunno – ma come detto non solo l’Autunno – non è più quello di una volta.

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