Seguici su Google

Autunno astronomico ai nastri di partenza. Ed ecco quindi che monta la curiosità circa il trend meteo climatico di una stagione che, al momento, lascia intravedere potenzialità di varia natura. Ovviamente non ci si può esimere dall’esaminare, con estrema attenzione, i dettami degli autorevoli centri di calcolo internazionali perché in grado di metterci a disposizione informazioni certamente più dettagliate

 

Ciò che si deve evitare, sembrerebbe scontato ma di fatto non lo è, è stilare ipotesi senza alcun minimo fondamento scientifico. Purtroppo capita di trovare, in rete e non, analisi che non hanno né capo né coda ed è giusto evidenziarlo. Ciò premesso quel che emerge dall’analisi del trend stagionale è quanto mai interessante.

 

Anzitutto Ottobre, che per certi versi potrebbe rappresentare il mese “peggiore”. Peggiore per via degli sbalzi termici, perché comunque non mancheranno altre fiammate anticicloniche di chiara matrice subtropicale così come non mancherà occasione per le prime, severe incursioni nord atlantiche.

 

Severe per un semplice motivo: le calde acque del Mediterraneo (per non dire roventi) rilasceranno l’enorme quantità di calore immagazzinata nel corso dell’Estate 2026. Ed ecco quindi che le ondate di maltempo potranno assumere connotati eccezionali, con precipitazioni che conseguentemente potrebbero creare non pochi disagi.

 

In tal senso è giusto evidenziare che nei modelli matematici deterministici, quelli che per capirci consentono di stilare il trend evolutivo tra il breve e il medio termine, recentemente sono apparsi – poi fortunatamente cancellati – pericolosi cicloni mediterranei. Ed è questo il punto: Ottobre potrebbe rappresentare il mese più propizio.

 

Poi Novembre, un mese che potrebbe avere caratteristiche altrettanto variabili: da un lato periodi miti, dettati dalla presenza di possenti strutture anticicloniche. Anche in questo caso non facciamo fatica a credere che possano verificarsi, comunque, dei periodi di caldo anomalo, quindi temperature nettamente superiori alle medie stagionali.

 

Poi però occhio alle sorprese artiche. Mai come quest’anno il mese di Novembre potrebbe rivelarsi estremamente propizio alle prime, intense irruzioni fredde. Che chiaramente andrebbero a favorire nevicate sui nostri rilievi, ma che in qualche caso potrebbero portarci le prime sorprese nevose a bassa quota.

 

Infine Dicembre, mese di transizione tra Autunno e Inverno, ma che nel corso degli ultimi anni è stato quasi sempre povero di caratteristiche prettamente invernali. Anche quest’anno potrebbe essere così, con la sola incognita di fine anno allorquando il Vortice Polare – del quale avremo modo di parlare abbondantemente nel corso delle prossime settimane – potrebbe andare in crisi. Pesantemente.

 

Quindi, per concludere, un Autunno che potrebbe avere caratteristiche simili ai tanti registrati nel corso degli ultimi anni. Ma stavolta con qualche tocco di estremizzazione in più da non prendere assolutamente sottogamba.

Seguici su Google