Seguici su Google

Il pattern meteo presente sul nostro continente, e quindi anche in Italia, continua a essere tutt’altro che autunnale. Penso che ce ne siamo accorti un po’ tutti: non serve essere esperti di clima per capire che stiamo vivendo qualcosa di marcatamente anomalo. Non sono tanto le temperature di questi giorni a essere eccezionali, quelle sono solo di qualche tacca al di sopra della media. Quello che sta diventando estremo è la persistenza di certe configurazioni a livello continentale.

Mesi senza vere perturbazioni

L’ultima perturbazione realmente organizzata risale infatti alla metà di marzo, quando piovve per 48 ore praticamente su tutto lo Stivale. Da allora, se togliamo un rapido passaggio freddo a metà maggio e alcuni cedimenti dell’alta pressione in giugno e in agosto, non ci sono più stati minimi profondi di bassa pressione che hanno portato precipitazioni diffuse e regolari per giorni. Certo, in alcune aree sono caduti nubifragi violenti, con allagamenti e frane. Ma non è questo il tipo di eventi meteo che cerchiamo: servirebbero perturbazioni veramente durature e organizzate, in grado di dare piogge democratiche su una vasta area. Basti pensare che dal 1° settembre è in atto l’autunno meteorologico, ma solo sulla carta, perché di autunnale non c’è davvero nulla.

Alta Pressione dominatrice del tempo (salvo brevi pause) almeno da metà maggio a oggi

Quando potrebbe cambiare la situazione?

Come già anticipato nelle nostre precedenti analisi, che vi invitiamo a leggere, la parte finale di settembre non dovrebbe portare novità di rilievo. Qualche precipitazione potrà interessare il Sud e il medio Adriatico, figlia della veloce saccatura che tra il 24 e il 26 settembre dovrebbe coinvolgere le regioni del Sud-Est. Ma, tolta questa parentesi, riecco il nostro caro anticiclone, che continuerà a rappresentare un ostacolo pressoché invalicabile al normale ingresso delle perturbazioni atlantiche da ovest.

Una possibile svolta potrebbe però arrivare con l’inizio di ottobre. Secondo le attuali elaborazioni del modello ECMWF su base Copernicus, nei primi giorni del nuovo mese potrebbero esserci i primissimi segnali di cambiamento. Come? Grazie all’abbassamento del flusso atlantico, che riuscirebbe a coinvolgere in maniera più diffusa inizialmente le regioni occidentali e settentrionali, e poi via via tutte le altre.

È importante sottolineare che ci troviamo ancora a una distanza temporale considerevole e che, di conseguenza, la previsione deve essere interpretata con le dovute cautele: siamo nel campo delle ipotesi e degli scenari, non delle previsioni meteo a due o tre giorni.

Primissimi segnali di cambiamento solo dal 2 Ottobre: sono ipotesi del modello europeo ECMWF e andranno ovviamente varate

Le carte che fanno sperare in piogge diffuse

Vi mostriamo quindi due carte che, con un discreto range probabilistico, potrebbero segnare la fine di questa stasi meteorologica e l’arrivo di piogge un po’ più diffuse sullo Stivale. Il segnale appare interessante. Vengono infatti indicate precipitazioni superiori alla norma su gran parte del Centro-Sud, sulle Isole Maggiori e su parte del Nord-Ovest. Sarebbe una novità importante, perché segnerebbe l’arrivo di flussi umidi diffusi, con precipitazioni realmente persistenti e geograficamente molto estese.

Sarà quindi il vero e proprio cambio di passo dopo mesi caratterizzati dalla costante presenza dell’alta pressione? Non possiamo affermarlo con sicurezza. Come già detto in tante occasioni, non si tratta di una certezza, ma di un segnale che merita attenzione, anche perché ormai la stagione dovrebbe già premere sull’acceleratore e il mese di settembre chiuderà come uno dei più soleggiati e stabili degli ultimi decenni.

Per capire se ottobre riuscirà davvero a segnare una svolta, saranno quindi fondamentali i prossimi aggiornamenti dei modelli meteo. Solo così potremo dare maggiori sicurezze ai nostri lettori e capire se il secondo mese autunnale porterà finalmente le tanto sospirate piogge, oppure sarà di nuovo stabile e mite, come è già successo più volte negli anni 2000.

Anomalia delle piogge sul Bacino del Mediterraneo stimate dal modello europeo ECMWF per le date in esame

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICONAROMEARPEGE

Seguici su Google