Continua inesorabile la simulazione, da parte dei maggiori centri di calcolo mondiali, e in particolare di quello europeo ECMWF, di un mese di ottobre piuttosto instabile e perturbato per molte aree italiane. Anche l’ultimissimo aggiornamento del modello su scala mensile, diffuso appena ieri, propone uno scenario barico medio di Mediterraneo “depresso”. Ma andiamo a vagliare il possibile andamento barico medio per decadi, evidenziando in quali fasi e dove il tempo potrebbe mostrare maggiore perturbabilità.
Prima decade, l’alta pressione inizia a cedere
Per la prima decade, con buona probabilità, andrebbero costruendosi i presupposti per una più ostinata instabilità successiva, con le prime crisi bariche, ma non di particolare spessore o comunque di intensità crescente verso fine decade. Nella sostanza, i primi 2/3 giorni del nuovo mese potrebbero trascorrere ancora all’insegna di un tempo ibrido, con i primi deboli cedimenti dell’alta pressione sulle estreme aree occidentali e su quelle meridionali, ma senza effetti instabili su queste ultime, magari solo con la persistenza di correnti settentrionali più “freddine”. Qualche pioggia potrebbe interessare, invece, le estreme aree occidentali, l’ovest del Piemonte, la Sardegna e via via le coste tirreniche, ma con fenomeni mediamente deboli.
Dal 4/5 del mese il flusso umido occidentale o nordoccidentale potrebbe corrodere sempre più la moderata alta pressione mediterranea, con una progressiva intensificazione delle piogge da ovest verso est su tutta la Penisola e anche sulle Isole Maggiori, magari meno sul medio-basso Adriatico e sulle pianure centro-orientali del Nord. Soprattutto dal 6/7 e verso fine decade le precipitazioni potrebbero farsi più continue su tutte le aree tirreniche, localmente sulle isole e sui settori ionici, e ancora di più sull’alto Tirreno e al Nordovest; fenomeni in crescendo, ma più irregolari altrove.
Seconda decade, perturbazioni atlantiche a ripetizione
Nella prima parte della seconda decade, nella fase 11-15 ottobre, il flusso atlantico si abbasserebbe di latitudine e, nel contempo, si farebbe decisamente più ostinato, inviando perturbazioni a ripetizione verso l’Italia, dove piogge e temporali potrebbero essere quotidiani, in particolare sul medio e alto Tirreno e un po’ su tutto il Nord. In questa fase, su questi settori, potrebbero aversi anche fenomeni violenti e insistenti con rischio di criticità. Precipitazioni presenti anche al Sud e sul medio e basso Adriatico, magari di una certa consistenza sulle aree ioniche, sulla Sicilia e sulla Campania, un po’ più irregolari altrove, ma diffusamente presenti, in un quadro pluviometrico generale di accumuli sopra norma un po’ ovunque nel Paese, magari nella norma solo sulla Puglia centro-settentrionale e sul nordest della Sicilia.
Dal 15 al 20 ottobre si avrebbero cavi atlantici ancora più penetranti verso il bacino centrale del Mediterraneo e piogge sempre diffuse su buona parte del Paese, via via di più al Centrosud, dove si concentrerebbero gli accumuli maggiori, con precipitazioni in prevalenza sopra media; nell amedia le èpiogge al Nord o localmente sutto.
Terza decade e bilancio del mese, dove pioverà di più
Terza decade con persistenza di azioni perturbate a matrice atlantica, magari via via anche nordatlantica, con piogge e rovesci che continuerebbero a essere diffusi da Nord a Sud, ma ancora una volta più ricorrenti al Centrosud, per la maggiore esposizione alle correnti nordoccidentali. In questa fase sarebbero possibili piogge più nella norma al Nord in genere, anche un po’ sotto norma al Nordovest, specie sull’alto Piemonte e sull’alta Lombardia.
In un contesto complessivo mensile di precipitazioni diffusamente sopra media, va evidenziata una stima di piogge fino al 40/50% in più tra le coste laziali, il sud del Lazio, l’Abruzzo, localmente il Molise, l’ovest della Campania, il sud della Sicilia e i settori ionici. Accumuli fino al 20/30% in più sono attesi sull’est della Sardegna, sul resto della Campania, sulla Calabria tirrenica, sul centro-ovest della Sicilia, sulle Marche, sul sud della Lombardia, sul centro-est dell’Emilia-Romagna e sulle coste dell’alto Adriatico. Piogge nella norma o fino al 10% sopra altrove, mentre si andrebbe sotto norma, anche in modo apprezzabile, fino al 40/50% in meno, solo tra l’alto Piemonte e l’alta Lombardia.
Temperature, un mese complessivamente mite
Circa l’andamento termico, sarebbe computata una prima decade con valori nella norma al Sud, nella norma o leggermente sopra su Lazio, Abruzzo, Molise ed est delle Marche, e valori un po’ sopra norma sul resto del Centro e al Nord, ma anche qui non di molto, nell’ordine di 1/2°C. Seconda decade con condizioni di sopra media termica più generalizzate, per via di correnti oceaniche instabili, ma più miti, complessivamente con 1/2°C in più da Nord a Sud. Terza decade con un clima più fresco in via generale per le correnti nordoccidentali e valori più o meno rispondenti a quelli tipici del periodo su tutto il Paese. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).