Con Ottobre alle porte la domanda torna puntuale: quando si possono accendere i riscaldamenti? La risposta dipende da dove si abita. Le regole nazionali, fissate dal DPR 74/2013, dividono l’Italia in sei zone climatiche, dalla A alla F, in base ai gradi giorno: un indicatore che somma, giorno dopo giorno, quanto la temperatura media esterna resta sotto i 20°C. Più il valore è alto, più il clima è freddo e più lunga è la stagione del riscaldamento.
Il calendario zona per zona
La zona A, pochissimi Comuni del Sud estremo e delle isole minori, accende dal 1° Dicembre al 15 Marzo, per 6 ore al giorno. La zona B va dal 1° Dicembre al 31 Marzo, con 8 ore. Nella zona C, che comprende per esempio Napoli, si parte il 15 Novembre e si chiude il 31 Marzo, con 10 ore giornaliere.
La zona D, dove si trova Roma, accende dal 1° Novembre al 15 Aprile, per 12 ore. Poi c’è la zona E, la più popolosa: include Milano e gran parte del Nord Italia, oltre alle aree interne dell’Appennino. Qui i termosifoni possono ripartire dal 15 Ottobre fino al 15 Aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. Infine la zona F, località alpine e appenniniche d’alta quota: nessun limite, né di date né di orari.
Orari e temperature da rispettare
Le ore consentite non vanno consumate tutte insieme. Si possono distribuire liberamente tra le 5 e le 23, anche in più fasce. Negli edifici residenziali la temperatura interna non deve superare i 20°C, con una tolleranza di 2°C.
Un’accensione frazionata funziona meglio: un paio d’ore al mattino, prima di uscire, e una fascia serale più lunga. Tenere la casa sempre a 23-24°C non è necessario, e pesa sulla bolletta. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, abbassare il termostato di appena 1°C riduce di circa il 7% l’energia usata per scaldare.
Qualche accorgimento per risparmiare
Le valvole termostatiche permettono di regolare ogni stanza: la camera da letto può restare più fresca del soggiorno. Meglio non coprire i caloriferi con tende o mobili, e sfiatarli a inizio stagione se fanno rumore o restano freddi in alto. Per cambiare aria bastano 5-10 minuti con le finestre spalancate, non ore con le ante socchiuse.
Prima di accendere, controllate il vostro Comune
I sindaci possono autorizzare accensioni anticipate se arriva il freddo, oppure ridurre orari e periodi, come accade in alcune aree della Pianura Padana per la qualità dell’aria. Al 30 Settembre 2026 non risultano nuove disposizioni nazionali per la stagione 2026-2027, ma conviene verificare sul sito del proprio Comune prima di girare la manopola.
Il meteo, per ora, non spinge ad accendere: il caldo anomalo potrebbe durare fino al 10 Ottobre, mentre i modelli matematici indicano un cambio di stagione intorno all’8-9 Ottobre.
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