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Come funzionano le previsioni mensili e come vanno lette

L’Aeronautica Militare ha pubblicato venerdì 16 ottobre le sue previsioni mensili, valide dal 19 ottobre al 15 novembre 2026. Quella che segue è la nostra analisi, con una premessa indispensabile per capire cosa dicono davvero mappe e simboli.

L’atmosfera è un sistema caotico, una previsione con dettaglio locale, quella che indica se domani pioverà in una città e a che ora, resta affidabile solo per pochi giorni. Oltre quel limite si cambia mestiere. Le previsioni a lunga scadenza nascono da supercalcolatori che fanno girare più volte in parallelo i modelli matematici dell’accoppiata atmosfera-oceano – è la tecnica dell’ensemble, cioè decine di simulazioni con condizioni di partenza leggermente diverse – alimentati da un flusso enorme di dati meteo-marini. Poi c’è il previsore, che interpreta i risultati alla luce della climatologia, e il suo ruolo non è secondario.

Queste previsioni non dicono che tempo farà in un certo giorno o in una certa località. Indicano la probabilità che la media settimanale di temperatura o di pioggia si discosti dai valori climatologici del periodo. Una freccia rossa verso l’alto sulle temperature del Nord Italia non significa che ogni giornata sarà calda, ma che la settimana nel suo insieme ha buone chance di chiudere sopra la norma. Allo stesso modo, una pioggia “in media” non esclude un singolo episodio intenso. Va letta come una tendenza, utile soprattutto per intravedere con anticipo ondate di caldo o di freddo e situazioni potenzialmente alluvionali. La prossima emissione è prevista per venerdì 23 ottobre.

 

Scheda tratta dal sito web meteoam.it

Dal 19 al 25 ottobre: blocco scandinavo e piogge al Sud e sulle Isole

Sull’Europa si consolida il blocco scandinavo, con una marcata anomalia positiva di geopotenziale: in parole semplici, un’alta pressione in quota più robusta del normale, piazzata alle alte latitudini, che costringe le perturbazioni a cercare strade alternative. L’anomalia potrà interessare anche l’Italia centrosettentrionale, ma in forma meno accentuata, mentre tra la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale sembra persistere una circolazione di tipo ciclonico.

Il modello matematico climatologico non mostra scostamenti significativi delle piogge attese nel periodo, con una sola eccezione. Una probabile anomalia positiva, con cumulati al di sopra della media, riguarda il ponente ligure, il Salento, la Calabria ionica, la Sicilia e soprattutto la Sardegna.

C’è un dettaglio che conviene sottolineare. In questa stessa settimana è atteso il peggioramento tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, con rischio di nubifragi anche al Nord. Che la tendenza settimanale indichi piogge “in media” su gran parte del Nord non è una contraddizione: la media di sette giorni assorbe anche un episodio forte, se il resto della settimana resta asciutto. È esattamente il limite di lettura di cui parlavamo sopra.

Sul fronte termico il segnale è neutro su Liguria, Molise, Puglia salentina e Basilicata. Sul resto del Paese i valori restano invece sopra la media, in continuità con l’autunno anomalo che abbiamo visto nelle scorse settimane, quando il blocco anticiclonico ha tenuto lontane le piogge dal Nord.

 

Dal 26 ottobre al 1° novembre: il blocco perde forza, ma il mite resta

Nella seconda settimana di previsione il regime di blocco si attenua, senza però sparire. Resta possibile un’anomalia positiva della pressione sull’Italia, con l’esclusione delle aree ioniche, che rimangono più esposte alla circolazione depressionaria sul bordo meridionale.

Non emergono anomalie particolari sulle precipitazioni, salvo segnali positivi, quindi piogge sopra la media del periodo, su Calabria e Isole Maggiori. Il resto del Centro Italia e del Nord dovrebbe restare su valori nella norma.

È il campo termico a dare il segnale più netto: anomalia positiva su tutta la nazione, più robusta sulle regioni centrosettentrionali, sulla Campania e sulla Sardegna. Per il ponte di Ognissanti, insomma, la tendenza punta ancora su un clima più mite del normale.

 

Dal 2 all’8 novembre: aumenta la probabilità di maltempo al Centro-Nord

Qui arriva il cambio di scenario più rilevante del mese. Nella terza settimana di previsione sembra crescere in modo significativo la probabilità di un regime ciclonico su Centro-Nord, Sardegna e Campania. Su queste aree i cumulati di pioggia potrebbero tornare sopra la media, e la sintesi grafica dell’Aeronautica Militare lo conferma con la freccia verso l’alto sui simboli di pioggia per il Nord e per il Centro.

Sul resto del Sud Italia e sulla Sicilia i valori sembrano invece in linea con quelli tipici della prima decade di novembre.

Le temperature non cambiano direzione: su tutto il Paese persiste un possibile segnale positivo, con un trend di valori leggermente sopra la media. Il dettaglio non è trascurabile: un regime ciclonico abbinato ad aria mite indica che le perturbazioni sarebbero alimentate da correnti di origine atlantica o meridionale, non da irruzioni fredde. Più pioggia che neve, quindi, salvo le quote alpine più elevate. Resta aperta, e va monitorata nei prossimi aggiornamenti, l’ipotesi di aria fredda dall’Est, che per ora questa tendenza non contempla.

Siamo a due settimane abbondanti di distanza: il segnale c’è, ma la prossima emissione del 23 ottobre dirà se si rafforza o se si sposta nel tempo.

 

Dal 9 al 15 novembre: incertezza alta, piogge sopra media al Nord

Nella quarta settimana di previsione l’incertezza cresce, com’è fisiologico a questa distanza temporale. Sulla gran parte dell’Italia potrebbe comunque persistere una lieve anomalia positiva del geopotenziale, che porterebbe a cumulati sostanzialmente nella norma su Valle d’Aosta, Piemonte, Romagna, regioni centromeridionali e Isole Maggiori.

Sul resto del Nord le piogge potrebbero invece superare i range tipici del periodo. Il quadro termico conferma un’anomalia positiva un po’ ovunque, con temperature ancora sopra la media.

 

Cosa indica la tendenza fino a metà novembre

Il filo conduttore è il caldo anomalo, ovvero la temperatura sopra la media, presente in tutte e quattro le settimane e su quasi tutto il territorio. Le piogge, al contrario, cambiano geografia: prima concentrate su Sardegna, Sicilia, Calabria e Salento, poi in risalita verso il Centro-Nord da inizio novembre. Il Nord, dopo mesi di deficit, potrebbe finalmente recuperare qualcosa nella prima metà del mese.

La chiave resta il destino del blocco alle alte latitudini, lo stesso che condiziona le prime ipotesi sull’inverno 2026-2027. Se si sfalderà davvero entro fine mese, la porta all’Atlantico si aprirà e il novembre piovoso indicato dai modelli matematici diventerà realtà. In caso contrario, l’autunno mite e avaro di piogge al Nord potrebbe prolungarsi ancora.

 

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