Aria dai Balcani e supercelle: perché la grandine torna a fare paura sull’Adriatico
Chi si è svegliato lungo la costa adriatica se n’è accorto senza bisogno del termometro, perché il vento da nord ha portato via quella coltre appiccicosa che sembrava incollata alle case da settimane. Sta affluendo aria più fresca dai Balcani, ed è proprio quella la miccia dei temporali che stanno percorrendo il versante orientale della penisola.
Temporali
Le celle in azione non sono i soliti acquazzoni pomeridiani che nascono e muoiono in venti minuti: sono sostenute da un’accelerazione della corrente a getto, ovvero i venti fortissimi che soffiano alle quote più alte dell’atmosfera, quelli che scorrono ben sopra i diecimila metri. Il jet stream non si limita ad alimentare la convezione, la modella.
Sotto questa spinta, i temporali si organizzano e in alcuni casi diventano vere supercelle. In questa occasione assumono una configurazione particolare, quella dei temporali ad asse obliquo: l’updraft, cioè la corrente ascensionale che aspira aria calda dal basso, risulta inclinato anziché verticale. La precipitazione non ricade dentro la corrente che alimenta la nube e non la soffoca, così il sistema vive più a lungo e diventa molto più efficiente nel far crescere i chicchi di grandine. In effetti, è lo stesso meccanismo che nei giorni scorsi ha prodotto chicchi grandi come palle da tennis su alcune località d’Italia, con carrozzerie delle auto ridotte a colabrodo e tetti perforati. Solo a pensarci viene preoccupazione, perché questi fenomeni non sono più i nostri classici temporali estivi refrigeranti, ma macchine che organizzano tempeste, con lampeggio continuo, una tempesta in miniatura. Per non parlare poi dei danni causati dal vento.
Dove colpiranno i rovesci più violenti
Alcuni nuclei intensi stanno hanno interessato le zone appenniniche fra Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale. Il maltempo, però, entrerà nel vivo nelle prossime ore, con fenomeni localmente violenti fra il basso Abruzzo, le coste molisane e gran parte della Puglia. Attenzione quindi anche alle Marche. Ovunque, il rischio di forti grandinate resta elevato. Chi si trova fra Pescara, Campobasso, Foggia e Bari farà bene a tenere conto di vedere qualche temporale in zona, e forse anche la grandine, ma previsioni in ambito locale sui temporali non si possono fare in questo contesto.
Questo venerdì 24 luglio il rischio si concentra soprattutto sul Salento e sull’arco ionico pugliese. Piovaschi sparsi, invece, sulla Calabria tirrenica, sulla Basilicata e sulla Sicilia settentrionale: qua e là qualche rovescio, non so, forse qualche temporale, nulla di più. Il quadro, insomma, ricalca quanto già delineato quando si parlava di temporali e grandine al Sud. Piuttosto, nelle coste potrete ammirare, se ne avrete fortuna, anche qualche tromba marina.
Un po’ di sollievo dal caldo, ma non per tutti
La fase di instabilità atmosferica (non è una perturbazione) sta letteralmente sfiorando il medio e basso Adriatico insieme al Sud Italia. Solo alcune regioni faranno i conti con i temporali, dunque, mentre molte altre resteranno senza fenomeno, se non ad assistere ad una lieve diminuzione delle temperature. Che poi, dopo tanto caldo e tanta afa è una condizione meteo benedetta.
Pensate che questo afflusso fresco dai Balcani abbasserà anche l’umidità lungo tutte le coste tirreniche e sulle Isole Maggiori, in modo particolare in Sicilia, dove per almeno un giorno, mediamente, si tornerà a respirare aria più gradevole e non quella calura opprimente che attanagliava l’isola da oltre molti giorni. Difatti questo venerdì sarà, con ogni probabilità, la giornata più vivibile delle ultime settimane.
Domenica 26 luglio la scena si sposta al Nord
Fra domenica 26 e lunedì 27 luglio una veloce perturbazione o linea di instabilità interesserà altre regioni italiane, con un nuovo giro di temporali e una temporanea battuta d’arresto allo strapotere del caldo. Sarà un weekend spaccato in due nel senso più letterale del termine, visto che il fronte arriverà preceduto da una vampata calda con massime fra 34°C e 35°C in Val Padana già sabato 25 luglio.
Le precipitazioni non saranno diffuse, sia chiaro, ma locali e a tratti di forte intensità. Fra la notte e il mattino di domenica i fenomeni più insidiosi sono attesi sul Golfo Ligure, con estensioni al basso Piemonte e a parte dell’Emilia Romagna; temporali intensi possibili anche sul basso Lazio. Rovesci sparsi sulle regioni nordoccidentali, sull’alto e medio versante adriatico e sull’Umbria, alternati comunque a lunghe fasi asciutte. Genova, Milano, Torino e Firenze saranno fra le prime aree urbane coinvolte dal passaggio.
Nel pomeriggio e nella sera il fronte scivolerà verso levante e verso il meridione. Temporali anche forti fra il Veneto orientale e il Friuli Venezia Giulia, fenomeni intensi pure sulla Campania, con Napoli interessata nelle ore serali. Sul resto del centro e del settentrione rovesci irregolari, più probabili su Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Le temperature caleranno dove pioverà, resteranno invariate altrove: chi vive nelle valli appenniniche lo sa bene, bastano venti minuti di rovescio e la colonnina perde otto o dieci gradi.
Poi il forno si riaccende
Fra la fine di luglio e i primi giorni di agosto è attesa sull’Italia una nuova e pesante ondata di caldo, con l’anticiclone africano di nuovo puntato sulla penisola.
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