Seguici su Google

wapt image post 1738

Nei prossimi giorni molte regioni d’Italia saranno interessate da una breve episodio di Anticiclone Africano, ma stavolta si farà sentire anche al Nord Italia.

I mass media, i siti meteo scriveranno che arriverà il caldo, chi vi dirà che sarà caldo torrido chi quello afoso. Questa diatriba genera confusione nel lettore non avvezzo alla meteorologia, come è buona parte del pubblico.

Il caldo torrido è quando alle alte temperatura è associato un basso tasso di umidità, mentre il caldo è afoso quando la calura ha un alto tasso di umidità e si percepisce una condizione detta di afa.

Ci sono persone che prediligono il caldo umido, altre quello torrido, mediamente è di gran lunga meglio sopportato quello torrido, sempre che i valori termici non siano particolarmente elevati.
Ad esempio, 35°C secchi si sopportano molto meglio di 35°C umidi, mentre 40°C secchi causano sofferenza e rapida disidratazione, perciò oltre un certo valore di temperatura il caldo torrido può anche essere rischioso se non si assumono liquidi.

Va anche precisato che il caldo, che sia umido o torrido, se è associato da una costante e buona ventilazione è decisamente meglio sopportato.

Il caldo umido genera una condizione di calura maggiore rispetto a quella misurata dai termometri, e spesso si parla di temperatura percepita.

La scorsa settimana il Sud Italia è stato interessato da un’ondata di caldo per l’influenza dell’Anticiclone Africano. Durante tale episodio il caldo si è manifestato sia torrido che afoso.

Quando l’Anticiclone Africano raggiunge l’Italia non è corretto definirlo né torrido, né afoso perché in alcune località sarà causa di caldo umido, quindi afoso, mentre in altre di caldo torrido, quindi secco, ovvero torrido.

A Palermo, con gli oltre 40°C registrati, il caldo è stato torrido (secco), a Messina città invece era afoso per l’alto tasso di umidità. Ciò per effetto di correnti locali, oltre che altri fattori come mare e terra.

Stessa cosa succede in Sardegna e buona parte del Mezzogiorno d’Italia, dove avremo località afflitte dal caldo torrido, altre dal caldo afoso.

Pensate che a Sassari, in Sardegna, l’Anticiclone Africano porta in media il caldo torrido, a Cagliari il caldo afoso. Nelle zone interne della regione, man mano che ci allontaniamo dalle coste, il caldo diventa torrido e la temperatura impenna verso l’alto. Rammenterete dei picchi estremi, anche di 45°C, che si possono toccare in alcune località dell’Isola. Ebbene, quel caldo sarà sempre secco.

In Val Padana e nelle zone pre-costiere del Mar Tirreno, in media il caldo generato dall’Anticiclone Africano è afoso. Infatti la temperatura non raggiunge valori ragguardevoli, salvo eccezioni, quando l’aria si asciuga. Ma verso le zone interne i termometri salgono verso l’alto perché l’umidità si abbassa.
La scorsa estate in Val Padana si raggiungessero picchi prossimi a quelli storici quando scese il tasso di umidità. Ciò avvenne anche nel caldissimo agosto 2003.

Laddove il caldo è secco, quindi torrido, si misurano più alte temperature anche quando non c’è l’Anticiclone Africano, rispetto a dove c’è un alto tasso di umidità. Ad esempio, in Liguria la temperatura diurna è più bassa di quella della Valle Padana, sia per gli effetti mitigatrici del mare, che per l’umidità particolarmente elevata. A Pisa le temperature massime estive son meno alte di Firenze per il ruolo di contenimento della temperatura che ha l’umidità.

L’Anticiclone Africano è quasi sempre causa di caldo, perciò in quelle zone dove sarà associato ad alti tassi di umidità sarà caldo afoso, in altre località dove sarà secco, il caldo sarà torrido.

Spero che la spiegazione sia valsa a chiarire ilo concetto di caldo torrido e afoso, ma anche a sottolineare che in Italia abbiamo molteplici climi, e riassumerli in un titolo, in una didascalia è arduo.

Seguici su Google