
Inverno al capolinea, è vero. Convenzione meteo vuole che la stagione termini il 28 febbraio, lasciando strada alla primavera dal 1° di marzo.
Sappiamo però che sovente i rigurgiti invernali possono verificarsi a marzo inoltrato, addirittura ad aprile. Già oggi, giusto per restare in tema, si sta parlando abbondantemente – giustamente – dell’imminente ondata di gelo e neve che si abbatterà al Sud Italia. La seconda, dopo quella d’inizio anno. Anche stavolta ci sarà spazio per nevicate sui litorali, persino in Sicilia. Il ché non è che capiti tutti gli anni (quest’anno addirittura 2 volte).
Però poi c’è il risvolto della medaglia, ovvero l’alta pressione. Alta Pressione collocata a ovest, a ridosso delle nostre regioni occidentali dove difatti continuerà a dominare la stabilità atmosferica. Ma sino a quando?
Le ultimissime elaborazioni modellistiche suggeriscono un cambiamento sostanziale ai primi di marzo, un cambiamento che potrebbe sfociare dapprima in perturbazioni atlantiche o nord atlantiche – quindi non miti – e poi nel ritorno dell’Artico. Artico vorrebbe dire freddo, Artico significherebbe colpo di coda invernale. Ce lo aspettiamo, inutile nasconderlo, perlomeno ci aspettiamo quella variabilità tipica del periodo di transizione stagionale.
Concludendo ci teniamo a evidenziare anche un altro aspetto, ovvero che sembrano venire meno quelle condizioni che hanno causato un febbraio avaro di precipitazioni. L’Alta Pressione tornerà anche a marzo, certo, ma quasi sicuramente non con la cattiveria di queste ultime settimane.
