
(TEMPOITALIA.IT) Con il meteo estremo che ormai la fa da padrone, avrete sentito parlare, soprattutto dai mass media di “bombe d’acqua”. E ben presto ne sentiremo parlare di. Tecnicamente nella meteorologia, in lingua italiana, il termine bomba d’acqua non esiste. In alcuni paesi del mondo, tra cui anche alcuni anglosassoni, viene comunque utilizzato un termine similare. In Italia si parla di nubifragi e alluvioni lampo. Ma giornalisticamente parlando, e soprattutto nel linguaggio comune il termine bomba d’acqua ha una definizione ben chiara, ed è corretto utilizzarla, in quanto la meteorologia deve essere chiara e accessibile in modo esaustivo a tutti, anche con dei termini non scientifici.
Abbiamo detto che sta per cominciare la stagione delle bombe d’acqua, questo perché i forti contrasti termici, che peraltro sono tipici della stagione autunnale, quest’anno troveranno terreno fertile per generare aree nuvolose esplosive.
Rammenterete dagli anni la non infrequente formazione di nubi temporalesche attorno alle Baleari, che poi sono giunte più volte su parte d’Italia. È quest’anno la possibilità che queste si formino di nuovo, con fenomeni anche di maggiore intensità rispetto agli altri anni è una probabilità. Ci sono dei contrasti termici a disposizione davvero rilevanti.
Tali fenomeni non sono associati solo da isolate aree temporaleschi, ma possono essere prodotti anche dal transito di perturbazioni, e ne abbiamo un’ampia serie storica, con persino alluvioni lampo. E sono parecchie le regioni italiane a rischio di questi eventi.
Solitamente quando le perturbazioni e le correnti giungono da Occidente, sono i settori rivolti ad ovest ad essere più vulnerabili, come lo è anche tutta l’area prealpina nel Nord Italia, mentre tra le aree italiane a grosso rischio c’è la Liguria. Ma anche altre zone in autunno sono a rischio fenomeni di tale natura, e possiamo parlare della Toscana, del Lazio e della Campania. Sono innumerevoli i nubifragi, l’equivalente di bomba d’acqua, avvenuti per tali cause su aree metropolitane importanti come Roma e Napoli.
Appena un anno fa un evento simile si verificò d’improvviso nella Sardegna meridionale, e fu coinvolta Cagliari, dove cadde in un solo giorno, suddivisa in due temporali tanta pioggia quanta nella città dovrebbe cadere in quasi tutto l’autunno. I pluviometri segnarono 100 mm di pioggia circa, su una media autunnale di Cagliari Elmas di 145 mm. Ecco perché l’impressione che danno questi fenomeni e proprio quelli di una sorta di vera e propria bomba di pioggia, una valanga d’acqua talmente imponente da sembrare una vera e propria esplosione.
Anche i temporali estivi possono procurare fenomeni analoghi, e li abbiamo sperimentati anche questa estate, con nubifragi e alluvioni lampo soprattutto nella zona dei laghi lombardi, in area prealpina, oltre che in talune località alpine tra Piemonte settentrionale, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli.
I temporali estivi, non sono affatto terminati, e nei prossimi giorni avremo modo di parlarne. Già stiamo annunciando, e ci attendiamo del Nord Italia, dove fenomeni come quelli descritti si potrebbero abbattere. (TEMPOITALIA.IT)






