La genesi di un idioma inedito nel cuore dell’Australia
(TEMPOITALIA.IT) In un angolo remoto dell’Australia, precisamente nel villaggio di Lajamanu situato nel Territorio del Nord, si è assistito alla nascita di un idioma che ha catturato l’attenzione degli esperti di linguistica di tutto il mondo. Questo linguaggio, noto come Light Warlpiri o Warlpiri rampaku, è il frutto di un’interessante fusione tra l’inglese standard australiano, il Warlpiri – una lingua indigena parlata da una ristretta comunità nel nord dell’Australia – e il Kriol, un dialetto creolo basato sull’inglese che si è sviluppato tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo secolo.
La scoperta di Carmel O’Shannessy
La professoressa di linguistica Carmel O’Shannessy, affiliata all’Università Nazionale Australiana, ha dedicato anni di studio a questa particolarità culturale e ha portato alla luce per la prima volta l’esistenza di questa “nuova lingua” nel 2005. La sua ricerca indica che il Light Warlpiri ha iniziato a formarsi negli anni ’70 e ’80, quando alcuni adulti Warlpiri hanno cominciato a inserire sporadicamente termini in inglese o Kriol all’interno delle loro frasi in Warlpiri. Questa pratica, conosciuta come code-switching, si verifica quando un individuo alterna l’uso di due o più lingue nel corso di una conversazione. I bambini, ascoltando queste frasi miste, le hanno interpretate come un unico linguaggio e hanno iniziato a svilupparlo ulteriormente.
Un fenomeno linguistico insolito
“Per creare una lingua mista è necessario avere individui bilingui o multilingui, che praticano il code-switching in maniera sistematica e che hanno una motivazione sociale per forgiare un proprio modo di esprimersi”, ha spiegato O’Shannessy in un’intervista del 2018. “Il code-switching di solito non conduce a questo tipo di risultato, è piuttosto insolito”, ha aggiunto.
Il Light Warlpiri nel contesto attuale
Con il trascorrere del tempo, il sistema linguistico del Light Warlpiri ha continuato a evolversi spontaneamente ed è diventato persino la lingua madre di alcuni abitanti di Lajamanu. Anche il Warlpiri tradizionale è considerato “fortemente in pericolo” e parlato da soli 4.000 individui, ma il Light Warlpiri è ancora più raro, compreso e parlato da circa 350 persone, la maggior parte delle quali ha meno di 40 anni.
Un villaggio isolato
Lajamanu si trova in una posizione incredibilmente isolata. La comunità più vicina è Daguragu, a circa 110 chilometri di distanza, mentre la città più prossima di dimensioni significative è Katherine, che si trova a oltre 560 chilometri e richiede circa 6 ore di viaggio in auto. Gran parte di questo tragitto si svolge su strade sterrate e in cattive condizioni. Questo intenso isolamento ha contribuito, in parte, all’emergere del Light Warlpiri, un po’ come accade per le isole remote che vedono evolversi alcune delle specie animali più uniche.
Una struttura linguistica peculiare
Non si tratta semplicemente di parole e frasi prese in prestito e mescolate tra loro. Come sottolinea O’Shannessy, la struttura fondamentale della lingua è influenzata da elementi diversi provenienti dal Warlpiri, dall’inglese e dal Kriol. Nella maggior parte delle lingue, è inusuale trovare strutture del sistema verbale e nominale che derivano da lingue differenti e distanti. Tuttavia, nel Light Warlpiri, i verbi provengono principalmente dall’inglese o dal Kriol, mentre la maggior parte degli altri elementi grammaticali della frase derivano dal Warlpiri.
“La struttura del Light Warlpiri nel suo insieme è quella di una lingua mista, in cui la maggior parte dei verbi e alcune morfologie verbali sono prese dall’inglese e/o dal Kriol, e la maggior parte della morfologia nominale proviene dal Warlpiri. I sostantivi sono tratti sia da fonti lessicali Warlpiri che inglesi”, ha scritto in un articolo sul Light Warlpiri pubblicato nel 2013.
“La ristrutturazione del sistema ausiliare attinge selettivamente a elementi dal Warlpiri e da diverse varietà e stili di inglese e/o Kriol, combinati in modo da produrre costruzioni nuove”, ha aggiunto O’Shannessy. (TEMPOITALIA.IT)







