(TEMPOITALIA.IT) L’osservazione delle onde gravitazionali rappresenta una delle sfide più intriganti dell’astrofisica contemporanea. Queste perturbazioni dello spazio-tempo, predette dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein, sono state individuate per la prima volta nel 2015 grazie ai rivelatori terrestri Ligo e Virgo. Tuttavia, per poter esplorare frequenze più basse e sottrarsi al disturbo sismico del nostro pianeta, è stato ideato un osservatorio spaziale specifico: la missione Laser Interferometer Space Antenna (Lisa).
La nascita di un progetto rivoluzionario
Il 25 gennaio 2024, l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha approvato la realizzazione di Lisa, il primo osservatorio spaziale per le onde gravitazionali. Questo evento, definito “adozione”, sancisce il progresso tecnologico e concettuale del progetto. La costruzione avrà inizio a gennaio 2025, con il lancio programmato per il 2035 a bordo di un razzo Ariane 6.
La struttura e gli obiettivi di Lisa
Lisa sarà costituita da tre sonde dislocate in un triangolo equilatero nello spazio, che seguiranno l’orbita della Terra intorno al Sole. Queste sonde si scambieranno fasci laser su distanze di 2,5 milioni di chilometri, consentendo di individuare le onde gravitazionali a frequenze più basse di quelle rilevabili dalla Terra. Tra i principali scopi vi è l’analisi dei buchi neri supermassicci e il loro impatto sull’evoluzione delle galassie.
Le differenze tra Lisa e gli osservatori terrestri
Per comprendere a fondo le peculiarità di Lisa e le sue capacità rispetto ai rivelatori terrestri, abbiamo intervistato Oliver Jennrich, scienziato del progetto Lisa presso lo European Space Research and Technology Centre dell’Esa.
La differenza di frequenza
Il principale elemento distintivo tra Lisa e gli osservatori terrestri come Ligo, Virgo e il futuro Einstein Telescope è l’intervallo di frequenza. Mentre i rivelatori a terra sono limitati a frequenze superiori a 1 hertz (Hz), Lisa sarà sensibile a onde gravitazionali con frequenze comprese tra 0.1 millihertz (mHz) e 1 Hz. Questo intervallo completamente diverso permette di osservare fenomeni inaccessibili dalla Terra.
La necessità dello spazio
La decisione di collocare Lisa nello spazio è dettata dalla volontà di eludere il rumore sismico terrestre, che impedisce la rilevazione di onde gravitazionali a bassa frequenza. Inoltre, lo spazio offre la possibilità di realizzare rilevatori di dimensioni maggiori, incrementando la sensibilità ai segnali gravitazionali senza compromettere la capacità di osservare sistemi ad alta frequenza.
Le implicazioni osservative
Lisa potrà rivelare sistemi molto più massicci rispetto ai rivelatori terrestri, come la fusione di buchi neri supermassicci con masse fino a un milione di volte quella del Sole. Questi sistemi, situati al centro delle galassie, sono essenziali per capire l’evoluzione dell’Universo.
L’adozione di Lisa e il futuro della missione
Con l’adozione da parte dell’Esa, Lisa diventa ufficialmente parte del programma scientifico dell’agenzia, passando da una fase di studio a un progetto concreto con un team dedicato. Questo rappresenta un momento fondamentale per la comunità scientifica, che inizia a trasformare i progetti in realtà.
In conclusione, la missione Lisa rappresenta un passo fondamentale per l’astrofisica, aprendo nuove prospettive nell’osservazione delle onde gravitazionali e nella comprensione dell’Universo. Con la sua tecnologia all’avanguardia e i suoi obiettivi ambiziosi, Lisa promette di rivoluzionare il campo dell’astronomia gravitazionale.







